Il programma Fine Arts dell’Accademia Britannica inizia nell’anno 2002 con la mostra di otto artisti lì residenti. Inaugurata il 18 marzo ha visto, oltre all’esposizione dei lavori, due performance di Aaron Williamson e di Brian Kennedy. In generale, in tutte le opere, è evidente un cammino di ricerca e di studio compiuto da questi artisti nella città di Roma. Gli acquarelli di Tim Renshaw prendono ispirazione da un progetto di Mario Ridolfi per un motel da costruire nella capitale. Renshaw trasforma il disegno architettonico in una serie di sottilissime linee dalle sfumature uniformi per suggerire “un moderno dialogo fra struttura e instabilità” come lo stesso artista scrive. Yuki Lamb parte, per la realizzazione della sua opera, dai giardini di Villa Borghese dai quali trae una serie di minuziosi disegni che ne ripropongono la struttura. Nel corridoio attiguo all’ex galleria sono dunque esposte una serie di piccole tele su cui l’artista disegna utilizzando l’inchiostro. Fiona Crisp espone una serie di immagini in corso d’opera realizzate con pin – hole cameras. Una macchina che, non avendo mirino per inquadrare la scena né obiettivo con cui dare priorità ad un punto focale, permette di togliere il primato della vista in un processo intrinsecamente visivo. E’ questo il metodo che l’artista usa per paradossalmente, vedere senza guardare. Il risultato è una serie di immagini di chiese romane dove hanno la stessa importanza sia l’architettura che i banchi per i fedeli. Ancora immagini di Roma, ma non solo, nell’opera dell’architetto sudafricano Jaco Booyens. Attraverso una serie di fotografie, che riprendono i particolari di un luogo, ne ricostruisce l’insieme creando quasi dei serpenti di immagini. Rappresentando stavolta Venezia Thomas Lamb riferisce però al suo soggiorno romano la riflessione su l’idea dello spazio psicologico e fisico nella pittura. Utilizzando una tecnica mista su carta nella sua opera San Giorgio maggiore, Venezia rappresenta sullo sfondo la sagoma della chiesa, il canale e in primo piano una ragazza vista di spalle che proietta una lunghissima ombra. Espongono inoltre anche Henry Rogers e Alex Pittendrigh. Il primo pone come base della sua ricerca la ricerca di dove risieda l’opera d’arte.
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