Categorie: roma

fino al 22.XII.2002 | Netizens – Cittadini della rete | Roma, Sala 1

di - 18 Dicembre 2002

Muta continuamente l’orizzonte nella città dei bit. Elout De Kok (Oosterbeek, Paesi Bassi, 1968) l’ha immaginata come una distesa ininterrotta di blocchi grigi – un po’ monadi, un po’ forme archetipe – e ne ha fatto un’installazione interattiva: il paesaggio cambia seguendo il percorso scelto da chi esplora l’animazione. Come dire che ognuno può costruirsi il proprio viaggio e che la metropoli telematica sarà sempre diversa, landscape immateriale e malleabile.
Ai cittadini della rete – che siano residenti o turisti per caso – è dedicata la mostra Netizens, (allestita negli spazi di Sala 1, a cura di Valentina Tanni) ideata come un percorso sulla Net Art. Perché esporre progetti nati – e cresciuti – sul web ha rappresentato nel tempo un problema di metodo, tra la necessità di rispettare le dinamiche di fruizione peculiari di questo tipo di opere e l’altrettanto pressante necessità – solo apparentemente inconciliabile con la prima – di raccontarle, di renderle accessibili al pubblico.
Della Net Art questo allestimento propone una selezione di temi e tecniche, una scelta di alcune tra tante declinazioni che rendono la rete un territorio fertile: dalla visualizzazione di un flusso di dati, ai codici modificati, al sorprendente inserimento della cara, vecchia pittura ad olio su lino… Molto spesso pervasa di una vena ironica – e quasi quasi diremmo distruttiva – la Net Art, sembra contemporaneamente alimentare e dissestare la rete.
Dai pionieri Jodi. Org (Joan Heemskerk e Dirk Paesmas, adesso vivono a Barcellona), che presentano dodici variazioni – intese come modifiche apportate al codice – sul videogioco Quake; al duo italiano Limiteazero (Paolo Rigamonti e Silvio Mondino) che dal flusso di dati della rete modella forme in 3D (l’opera è Active Metaphore); a Cory Arcangel che ha modificato un vecchio gioco ad 8 bit per Nintendo. Amante della tecnologia vintage, l’artista è intervenuto sia sulla cartuccia – ready made d’occasione – che sul software: adesso Holigan’s Halley è diventato I shot Andy Warhol e l’icona della Pop Art – sintetizzato nella grafica piatta anni Ottanta – è una sorta di bersaglio mobile, ad uso di chi s’improvvisa giocatore.
Carlo Zanni (La Spezia 1975, vive e lavora tra Milano e New York) dipinge con velature impeccabili. Traduce icone e schermate, per questa mostra ha realizzato una serie di immagini non caricate: rettangoli con il perimetro segnato da una linea sottile e la caratteristica crocetta rossa. Per questi jpg su tela che non riusciamo aprire, il titolo come un unico indizio.

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www.netizensonline.it
Cory Arcangel
Jodi.org
Elout De Kok
Limiteazero
Carlo Zanni

mariacristina bastante
mostra vista il 4.XII.2002


netizens. Cittadini della rete, a cura di Valentina Tanni
Sala 1, Piazza di Porta San Giovanni (San Giovanni, Scala Santa) 067008691, www.salauno.com, mar_sab 16.30-19.30, catalogo in galleria


[exibart]

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