Inquinata sin’oggi da esposizioni di scarso interesse estetico o concettuale, la torretta di Ponte Milvio si apre finalmente all’arte contemporanea.
Di me a me è ad un tempo titolo e dichiarazione d’intenti della mostra di Carlo de Meo, arcigno artista pontino nato a Maranola nel ’66. Avevamo già potuto osservare la sua produzione un anno fa a Sermoneta (Latina) in una bella mostra curata, come in questo caso,
C’è De Meo elefante che, imbrattandola con mani inchiostrate, fa propria la parete della galleria o il De Meo serpente che striscia nascosto in una selva di foglie (foto). La riflessione esistenziale ed antropologica di Carlo ha declinazioni in tutti questi suoi ‘io’ impegnati a nascondersi ed a celarsi. Altri due lavori, sempre in
Al filone artistico che va da Luigi Ontani ad Antony Gormley a Maurizio Cattelan, ovvero quello degli scultori che fanno del proprio corpo il protagonista dell’opera, Carlo de Meo offre qui la sua vivace vena creativa .
La mostra è frutto dell’impegno organizzativo della Modo Comunicazone e del curatore Andrea Bellini e dell’impegno
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massimiliano tonelli
vista il 19 ottobre 2002
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La nuova stagione alla Torretta di Ponte Milvio è iniziata bene: bella mostra, organizzata e realizzata in modo intelligente, complimenti all'artista e al curatore, peccato solo che chiuda così presto (del resto tenere aperte le mostre si sa quanto costa e già realizzare questa con un catalogo è stata un'inziativa ottima.... e comunque meglio pochi giorni che nulla)