Installazioni e lavori site specific distribuiti tra diverse location formano un percorso unitario che non brilla per intuitività narrativa, ma che sfrutta bene a suo favore il conformismo caratteristico da galleria e l’anticonformismo congenito nell’azione di strada, un po’ perché Borondo pare a suo agio in ogni spazio e un po’ perché non manca la volontà di far avere la meglio al contenuto sul contenitore in sé. Quindi non c’è da meravigliarsi se il progetto prevede quei lavori “borghesi” e tipicamente da esposizione che sono i ritratti in cornice, perché tutto qui ha la sua funzione e il suo senso, o almeno – che ci crediate o no – è creato per averli, persino quando in questi quadretti l’inconfondibile graffio incontra un carboncino perfettamente utilizzato e pennellate cariche volte a creare un piacevole quanto semplice effetto tridimensionale. Più originale l’idea d’integrare il bagno nell’esposizione dipingendone le piastrelle e curioso trovare ordinatamente disposti sopra una mensola i “collaboratori” dell’artista, i suoi attrezzi del mestiere, comunissime spazzole, pettini, pagliette abrasive e altri oggetti che danno forma al cosmo bidimensionale di Borondo, divagazione tanto apparentemente inutile, quanto interessante. Ma il pezzo forte non poteva che essere a fine percorso, il coup de théâtre di tutta la mostra: una gabbia vetrata, scenograficamente simbolica, è situata nel cortile interno della galleria, interamente ricoperta da sagome che guardano verso l’interno. Ma cosa osservano? Ovviamente voi che entrate in questo “recinto” trasparente, perché ora siete il centro della scena, siete passati dall’esserci al non esserci, vi stanno cercando: attenzione, siete ufficialmente scomparsi.
Andrea Rossetti
dal 27 ottobre al 24 novembre
Borondo – Isterofimìa
a cura di Simone Pallotta
999Contemporary
Via Alessandro Volta 48 (00153) Roma
Orari: da lunedì a sabato 15.30 – 20
Info: +39 0696845976; info@999gallery.com; www.999gallery.com
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