150 sono gli oggetti che Katharina Sieverding ha scelto negli archivi goethiani di Weimar in quasi due anni di lavoro. Il risultato di questo paziente lavoro è un viaggio metaforico attraverso i quattro regni della natura, minerale, vegetale, animale e umano, alla ricerca di che cosa significhi “metamorfosi” e di come, tra le forme pure estremamente diverse della realtà , circoli una stessa energia, forse una stessa logica.
Katharina Sieverding, artista di origine praghese e nota per i suoi enormi ingrandimenti fotografici che illustrano processi biologici, eventi politici o variazioni somatiche, ha voluto sondare in questa mostra romana un aspetto forse meno noto dello scrittore tedesco, il Goethe scienziato, raccogliendo tra i suoi oggetti minerali, teschi di animali, disegni botanici che ci parlano di un’attenzione costante e minuziosa al mondo della natura, visto come paradigma da cui estrapolare contenuti che si possano adattare poi all’arte. Visitate le prime tre sale, dove sono allestiti gli oggetti di Goethe, l’arrivo nella quarta sala, completamente buia e vuota, ha un effetto straniante che suscita l’attenzione del visitatore. Siamo pronti infatti per guardare la video-proiezione di grande formato, opera di Sieverding, che è il risultato del confronto dell’artista con le fondamentali teorie scientifiche goethiane e che si realizza in una suggestiva elaborazione della metamorfosi: il volto enigmatico e intenso di Katharina si scompone lentamente con fotogrammi diversi, alternandosi a immagini raffiguranti la coagulazione del sangue o sequenze genetiche.
“Non vi è nessuna contraddizione tra l’artista e lo scienziato – ha avuto occasione di dire Sieverding in un’intervista rilasciata a Ludovico Pratesi – I migliori scienziati possono essere artisti. Vogliamo sapere tutto sugli organismi, sulle loro forme di organizzazione, sulle forze e sulle leggi formative, sulla vita e sulla morte di ogni essere vivente.” Forse è questo il messaggio sottile e complesso da portare con sé una volta usciti dalla Casa di Goethe.
daniela gangale
Mostra vista il 27.XI.2002
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