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fino al 25.IX.2010 | Marco Tirelli | Roma, Oredaria

di - 10 Giugno 2010
Oredaria, a due passi dalla principale sede del Macro,
ospita gli ultimi risultati della ricerca di Marco Tirelli
(Roma, 1956), opere di grandi
dimensioni dipinte con una tecnica mista di acrilico e acquerello e l’uso dello
spray, realizzate appositamente per i grandi spazi voltati della galleria.

Sui muri bianchi spiccano le forme essenziali
sapientemente indagate da Tirelli e accuratamente rese dalla scelta dei
pigmenti, che convergono quasi vertiginosamente verso un monocromatismo che
provoca uno stato di sospensione spirituale e di quasi insostenibile attesa. L’effetto
è accentuato dalla scelta di rappresentare architetture impossibili: scale a
chiocciola sospese nel vuoto, fessure, porte aperte su dimensioni altre, volumi
semplici e puri che giocano con la luce che li attraversa o che crea ombre
sulle loro superfici.

Varchi, porte e volumi ambigui sono perfettamente centrati
e simmetrici rispetto all’immagine e si rivelano essere più che altro un pretesto
per studiare la sottile linea di confine tra luce e ombra, che l’artista si
diverte a spingere sempre un po’ più in là, guidando lo sguardo dello
spettatore attraverso i trapassi di tono, come una mediazione gentile che però
preme inesorabilmente verso l’infinito.

Tirelli si pone al di fuori della dimensione che
rappresenta come un regista o, meglio, come uno scenografo, in omaggio ai suoi
studi all’Accademia con Toti Scialoia
, e riesce nel difficile compito che si è autoprescritto:
attirare lo spettatore all’interno della pittura. Di più, le opere si
allargano, si espandono, conquistano lo spazio intorno, dando origine a una
dimensione straniante, una finestra aperta su tante possibili percezioni, un
limite che pare fatto apposta per essere superato.

Non ci sono altri elementi che possano distrarre, né
appigli per la fantasia che aiutino a figurarsi un paesaggio, non un accenno
qualsiasi a luoghi non realmente esistenti, ma che possano quanto meno essere
concepiti dalla mente umana.

Stavolta la scelta è stata di concentrarsi sulla pittura,
esplorandone le possibilità con una precisione quasi maniacale, ma la ricerca
estetica di Tirelli si è indirizzata verso tutte le forme d’arte, dalla
scultura all’installazione, sempre giocando sulla purezza delle forme
essenziali, che qui però riprende con un accento metafisico e spiccatamente
volto all’illusorietà.

Queste opere proiettano attorno a loro un’aura quasi
sacrale. Un po’ come mandala che aiutano la meditazione nello yoga, mirano ad
astrarre chi guarda dal mondo, facendogli sperimentare, con un po’ di
vertigine, un assaggio di eternità.

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a Bologna

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chiara ciolfi
mostra visitata il 27 maggio 2010


dal 13 maggio al 25 settembre 2010
Marco Tirelli
Galleria Oredaria Arti Contemporanee

Via Reggio
Emilia, 22-24 (zona Porta Pia) – 00198 Roma

Orario: da lunedì
a sabato ore 10-13 e 16-19.30

Ingresso
libero

Info: tel. +39
0697601689;
info@oredaria.it; www.oredaria.it

[exibart]

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