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Fino al 26.XI.2015 | Tracey Emin, Waiting for love | Galleria Lorcan O’neill, Roma

di - 21 Settembre 2015
Fino al 26 settembre la galleria Lorcan O’Neill ospiterà la mostra di Tracey Emin (Londra, 1963), “Waiting for love”.Le opere esposte, realizzate tra il 2014 e il 2015, pare vogliono suggerire lunghe e trepidanti attese d’amore.
Tracey Emin non ha mai avuto bisogno di presentazioni. Le sue opere parlano per lei.
I suoi lavori parlano della sua vita, del suo corpo e delle sua intimità. Affrontando spesso il tema della sessualità e dell’erotismo, facendo leva sull’empatia e la condivisione della propria condizione personale, l’artista britannica ha usato l’arte come terapia per superare i traumi e le difficoltà personali (gli abusi, le violenze, l’aborto) spingendo sull’acceleratore delle emozioni, e della provocazione, in una costante oscillazione tra l’esposizione mediatica e l’esplorazione intimista di se’.
Cancellando la distanza tra sfera privata e sfera pubblica ha forse contribuito a quel fenomeno più vasto di spettacolarizzato dell’arte, sovrapponendo quest’ultima alla vita in modo quasi ossessivo e attraverso le sue opere ha scandalizzato, incuriosito, disturbato, sensibilizzato e avvicinato. In ogni caso, ha fatto in modo e continua a fare in modo che si parli di lei.
Ne è passato di tempo dagli esordi, quando nel 1997, insieme a Damien Hirst, Chris Ofili, Sarah Lucas ed altri, partecipò alla mostra Sensation alla Royal Academy – che l’ha consacrata come massimo esponente di una generazione di artisti inglesi, denominati Young British Artists -proponendo l’installazione Everyone I Have Ever Slept With 1963–1995 (1995), una vera tenda da campeggio le cui parete interne vennero interamente rivestiti di nomi di persone con cui l’artista dormì assieme.

D’allora qualcosa sembra cambiato e la personale romana sembra ribadirlo. La sensazione è che l’artista sia molto più incline alle suggestioni dei sentimenti e delle emozioni, come l’amore catartico.
In mostra, i tratti leggeri ed instabili degli autoritratti a gouche su carta e le più marcate linee dei spessi fili neri delle grandi tele ricamate danno vita a corpi femminili sdraiati o accovacciati, morbidi e lascivi, carichi di una voluttà, stranamente composta. L’artista esalta una femminilità pacata, quasi pudica, a cui però nega la vista dei volti, spesso cancellati, mentre gli arti sono volutamente non definiti o mutilati come si nota molto evidentemente nelle sculture e nei i bassorilievi bronzei che si alternano qui e lì nella sala centrale. A seguire, dei grandi acrilici su tela svelano degli amplessi amorosi quasi impercettibili e solo suggeriti, mentre ci accoglie all’ingresso della galleria una scritta romantica al neon, che recita: The more of you the more i love you.
L’esposizione colpisce per la costante evocazione di tematiche affettive e amorose, desideri e assenze, ribadite già dal titolo, ‘aspettando l’amore’ e si pone in netto contrasto rispetto alla contemporanea reinstallazione della scandalosa opera My Bed (1998) alla Tate Britain, un letto disfatto in cui nulla è lasciato all’immaginazione.
Rimane allora da chiederci; i contenuti provocatori, le pose sguaiate ed i riferimenti espliciti, sono solo un lontano ricordo nel lavoro dell’artista? Superate l’irrequietezza e le passate esperienze negative, la “bad girl” ha epurato per sempre le sue opere da una fisicità spinta? Ai posteri l’ardua sentenza.
Marta Leteo
Mostra visitata il 7 luglio
Dal 9 maggio al 26 settembre 2015
Tracey Emin, Waiting for love
Galleria LorcanO’Neill
Vicolo dei catinari 3, 00186, Roma
Orari: da martedì a venerdì 11:00 – 19:00
Info: mail@lorcanoneill.com / www.lorcanoneill.com

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