Categorie: roma

fino al 27.II.2011 | Carlos Amorales | Roma, Palazzo delle Esposizioni

di - 23 Febbraio 2011
Frammenti neri, mescolati in strati alterni,
sospesi e pungenti al centro della stanza, trafiggono l’attenzione dello
spettatore all’ingresso della prima grande sala che apre gli scenari visionari
di Carlos Amorales (Città del
Messico, 1970). Sono le 751 schegge di Drifting Star, che introducono il
pubblico alla mostra intitolata Remix.

È un linguaggio tratto dalle mescolanze musicali.
Qui, combinazioni intricate di disegni a matita riempiono, senza lasciare
spazi, le pareti bianche in un miscuglio di forme. Si tratta de El estudio por la ventana, una sorta di
wall drawing ultramoderno. Poi farfalle, raccolte in stormi, guidano il
visitatore in una seconda stanza. Superando i limiti delle mura. Sembrano
arrampicarsi, delineando percorsi prestabiliti, o in fuga. Le farfalle, in
Messico, sono animali protetti, ma rischiano la vita per via della
deforestazione. Sono nere,
inquietanti, ma nello stesso tempo danno il senso di una forza collettiva, che
si spinge oltre la realtà. Si tratta di Black Cloud del 2007.

Al centro della stanza,
espositori girevoli di cartoline contengono i protagonisti di sempre delle
opere di Amorales: figure animalesche in evoluzione, come il cavallo che a poco
a poco assume sembianze di donna, o rondini che si uniscono per disegnare un
volto. Un’offerta dell’artista al suo pubblico. Ogni visitatore può scegliere
le immagini che preferisce e interagire con il lavoro, ricostruendo un archivio
privato. L’opera si intitola The Skeleton Image Constellation (Liquid
Archive)
. È una selezione tratta dall’Archivo liquido di Amorales,
l’archivio digitale in continua espansione in cui l’artista, dagli anni ’90, ha
raggruppato forme, foto e figure provenienti da libri, riviste o internet, e
dal quale attinge per reinventare altre immagini.


Tutti i suoi lavori
partono da lì, da quelle configurazioni che – trasformate con particolari
tecniche – diventano disegni, video, sculture o diapositive. Espressioni di una
realtà che desta incertezza, ma libera di riformularsi dando vita a nuove idee.
Una “modernità liquida”, così come definisce il sociologo Bauman la
società contemporanea, per descrivere il passaggio dell’uomo da produttore a
consumatore.

L’opera d’arte è
concepita da Amorales come un linguaggio da reinterpretare. Lo si nota nella
terza stanza della mostra, in cui le pareti sono invase da linee che formano
uomini, oggetti e animali. Allo spettatore è dato il compito e la curiosità di
scoprire quelle figure sullo sfondo, in netto contrasto con il nero vivo delle
farfalle e delle rondini, fatte di materiale cartaceo, che si poggiano su di
esse.

Concludiamo con una
nota di merito per una mostra ben intonata che ha solo il demerito di non
presentare opere fatte-a-posta per il Palazzo. In occasione dell’esposizione,
un gruppo di studenti della Sapienza ha installato i lavori El estudio por
la ventana
e Black Cloud, dando
loro una nuova veste interpretativa. La collaborazione è stata coordinata dallo
studio di Amorales, nell’ambito di un seminario tenuto dal professor Claudio
Zambianchi.

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mostra visitata il 22
gennaio 2011


dall’otto novembre 2010 al 27 febbraio 2011

Carlos Amorales – Remix

a cura di Daniela Lancioni

Palazzo
delle Esposizioni

Via Nazionale, 194 – 00184 Roma

Orario: domenica e da martedì a giovedì ore 10-20; venerdì e sabato ore
10-22.30

Ingresso: intero € 12,50; ridotto € 10

Catalogo Skira

Info: tel. +39 06489411; fax +39 0668301087; info@palazzoesposizioni.it; www.palazzoesposizioni.it

[exibart]

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