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fino al 27.III.2003 | Marita Liulia | Roma, MLAC |

di - 20 Marzo 2003

Per sè stessa Marita Liulia ha scelto la carta della Regina di Spade. Perché è volenterosa e giusta, spiega. Alla Regina di Spade, l’artista finlandese ha dato il proprio volto, un autoritratto nel mazzo di tarocchi contemporanei che sono la sua ultima fatica multimediale , adesso in mostra al Museo Laboratorio dell’Università La Sapienza, a Roma.
Reinventati nell’iconografia e – in qualche caso – nel nome, i 22 Arcani Maggiori sono il risultato di una serie fotografie scattate nel corso del tempo dall’artista e poi rielaborate: immagini digitali in cui gli elementi autobiografici si stemperano in un algido esemble di suggestioni grafiche e decorative. Con richiami che vanno dalle linee eleganti Art Déco, alle fantasie preraffaellite.
L’immaginario di Marita Liulia rilegge l’antica tradizione divinatoria, ne attualizza i responsi, quel che cambia, muta per l’inevitabile trascorrere del tempo: così il Papa può diventare il Guru, il Matto è un Sognatore un po’ freak, la Papessa è la Strega (ed ha il volto di Sirkka Sammas, insegnante dell’artista che per prima ne scoprì la vena creativa) e l’Appeso – in completo gessato – sembra dormire, galleggiando in un’oscurità solcata solo dalle ultime nuvole.
Si possono interrogare i Tarot di Marita Liulia. E il responso – previa registrazione dell’utente – arriva direttamente sul display del cellulare, tramite sms (solo testo) o mms (testo e immagine della carta). Merito di un accordo che l’artista ha raggiunto con la società finlandese Sonora Zed. Ogni giorno, una carta, con la complicità del caso.
“Fin dall’inizio della mia carriera artistica, alla fine degli anni ’70 , ho lavorato con dei tecnici, prima in teatro, poi per le installazioni. Perciò ho sempre avuto dimistichezza con la multimedialità (…) ho sempre pensato alla schermo con un piccolo palco teatrale dove ogni magia poteva realizzarsi…” dice Liulia, nell’intervista pubblicata nel catalogo che accompagna la mostra.
L’artista sembra aver trovato nel Cd – Rom il mezzo preferito per la creazione di veri e propri percorsi, in cui l’osservatore dell’opera diventa un attivo navigatore. Che si addentra nello studio di uno psicanalista scomparso – succede in SOB (son of a bitch) (1999) – o che segue una semiseria dissertazione sulle alcune bionde celebri (da Marylin Monroe a Madonna: è uno dei percorsi di navigazione di Ambitious Bitch del 1996). Rispettivamente due lavori dedicati al concetto di maschile e femminile. Sul filo di un tema particolarmente caro a Marita Luilia. Quello dell’identità, che nei Tarot s’intreccia con la variabile destino.

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il sito di Marita Liulia

mariacristina bastante
mostra vista il 6 marzo 2003


Marita Liulia – Tarot, a cura di Stella Bottai e Antonella Sbrilli
fino al 27.III.2003
Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea, Piazzale Aldo Moro 5 (Città Univeristaria), 0649910365, www.luxflux.net , lun_ven 10-20, catalogo Lithos


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