E’ forte il primo impatto visivo che provocano le grandi opere nere di Thomas Ruff e Oscar Turco esposte nello spazio completamente bianco del gallerista-collezionista Pino Casagrande. Ma a ben vedere né le fotografie dell’uno né le tempere dell’altro sono completamente nere. Le sei opere di Oscar Turco (Buenos Aires, 1949) esposte per la prima volta, mostrano la diversa intensità con cui una forma luminosa, una sorta di pianeta appare e scompare da uno sfondo magmatico oscuro. Sono il frutto di anni di ricerca dell’artista sul tema del cosmo inteso non tanto come luogo astronomico, ma come “altro”, come sede di qualcosa di non materiale. Di grande formato (cm. 200 x 170) sono realizzate su legno con una tecnica antica che richiede tempi lunghi di lavorazione e permette di ottenere una superficie talmente pastosa da sembrare di velluto.
Tre le grandi fotografie (cm.260 x 188) di Thomas Ruff (Foresta nera, 1958), realizzate nel 1990 presso osservatori astronomici in Germania e raffiguranti l’universo stellato. Sono foto che l’artista tedesco ha poi elaborato al computer, intervenendo sulla luminosità di alcune stelle in modo da farle emergere con più forza dal buio dello spazio.
E’ stata un’idea di Casagrande quella di unire in un’unica mostra due artisti così diversi anche nell’uso degli strumenti espressivi. Ma conoscendo bene il lavoro di entrambi il gallerista ha giustamente intuito che tra loro si sarebbe creato un equilibrio, un dialogo. Poste tra le tempere di Oscar Turco le foto di Ruff, infatti, si fondono ad esse dando vita ad un unicum, un unico sfondo cosmico da cui appaiono forme di diversa luminosità.
“Trovo che le grandi foto di Ruff non entrino in contrasto con le mie tempere”– ci dice Oscar Turco –“ma piuttosto si sommino dando vita ad una terza suggestione creativa dotata di forza propria. La “lentezza” dei miei lavori è bilanciata dalla “velocità” del suo scatto fotografico”.
Thomas Ruff attualmente in Cina per lavoro, sarà presente a Roma con Oscar Turco in occasione della presentazione del catalogo della mostra (testi di Irma Arestizàbal e Patrizia Ferri) che si terrà il prossimo 24 giugno al Goethe Institut, l’istituzione che ha collaborato con Pino Casagrande alla realizzazione di questa mostra.
pierluigi sacconi
mostra visitata il 26 maggio 2004
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