Grande ricerca dal punto di vista dei materiali utilizzati e continuo sguardo verso le origini e le suggestioni nordiche. Queste le evidenze della mostra curata dal critico/artista Hannu Palosuo alla Galleria De Crescenzo & Viesti che ha portato a Roma Anita Jensen e Markku Salo, tra i migliori artisti finlandesi delle ultime generazioni.
“Polymeric gravure” e “liquid light”, ecco i nomi, esotici ed evocativi, delle tecniche di cui Anita Jensen (Helsinki, 1957) , pressoché unica a livello internazionale, si fa interprete.
Il legame della Jensen e di Salo con la loro Finlandia è il motivo saliente che lega il lavoro dei due artisti. Una occasione irripetibile, per il pubblico romano, di apprezzare opere proveniente da un paese poco considerato e dunque altrimenti poco visibile nel normale circuito dell’arte contemporanea.
massimiliano tonelli
vista il 27 giugno 2001
Fino al 18 aprile 2026, la galleria A plus A a Venezia ospita la mostra “As I Shape the Object,…
Il suo nome è Robin Gunningham, poi cambiato in David Jones. Reuters ha dedicato un’ampia inchiesta all’identità e al sistema…
Prestata dal Rijksmuseum di Amsterdam, Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer arriva a Palazzo Madama. Il…
Netflix ha annunciato una nuova serie dedicata a Frida Kahlo: ispirata al romanzo di Claire Berest, racconterà la vita dell'artista…
A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione…
L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospiterà una nuova tappa di Inside Out, il progetto globale di JR che trasforma…