Luca De Leva si presenta qui come un manipolatore di materiali quotidiani e fuggevoli come schiume da barba e dentifrici, bolle e gonfiabili, di cui restituisce la fisicità dentro composizioni inaspettate e imprevedibili, spesso frutto di coinvolgimenti allargati. Enfatizzando l’azione e l’impossibilità di prevederne i risultati, De Leva gioca una partita tra la manipolazione e il mutamento spontaneo della materia che compone ed elabora su superfici tradizionali quali tele, vetri, cartoni. Come nella serie di Schiume (2013) sulle quali l’attenzione si sofferma su superfici soffici ed effimere, esito di un gesto espressivo e di una mutazione indipendente. Dall’esperienza DMF#1 a Beirut, lo scambio di vita con Jorgen Ekvoll con il quale De Leva ha sperimentato la necessità di una mutazione guidata del sé, De Leva propone in mostra Saitama (2013), l’installazione di gonfiabili dai colori fluorescenti la cui forma deriva dallo spazio interstiziale di chiavi che manifestano lo scambio di abitazioni. Anche in questo caso un materiale effimero e leggero che si adagia sul pavimento con andamento antropomorfico. L’atteggiamento dissacratorio e insieme ironico del suo lavoro è chiaro anche in Charly was here (2013), la sedia del gallerista Charly deformata dall’uso, spogliata della sua seduta e posta dall’artista su un piedistallo che ne evidenzia la distorsione quale trasformazione non prevista della materia. In mostra, infine, anche riferimenti alla sorella Fiammetta, protagonista di alcune fotografie e punto di partenza emozionale dell’intera esposizione.
Come nel testo che si sostituisce al comunicato stampa e racconta in prima persona l’esperienza di scambio tra vite e sentimenti ideata da Luca De Leva, questa mostra rende visibile un’interessante possibilità di mediazione tra un lavoro che agisce nella quotidianità di vita e la fisicità dell’opera quale testimonianza di un percorso mentale in equilibrio tra volontà e casualità. Ottima occasione per osservare il lavoro di un artista il cui curriculum si muove tra le più interessanti esperienze di residenze italiane e straniere.
Paola Tognon
dal 28 gennaio al 3 marzo 2013
Luca De Leva. Ho perso gli anelli, ma mi restano le dita
Room Gallery
Via Francesco Hayez, 4 – (20129) Milano
Info: galleriaroom@gmail.com, www.roomgalleria.com
A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…
All’Abbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali d’archivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…
Aste, fiere e musei: così Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano l’evoluzione dei nuovi media nel sistema dell’arte
L'antologica diffusa in tre città umbre restituisce la complessità di Mimmo Paladino come artista errante tra materia e mito. Un…
Pioniera del ritratto e dell’autoritratto, Catharina van Hemessen è stata una delle prime donne pittrici del Cinquecento europeo. Una mostra…
Durante la chiusura di Beaubourg, il Centre Pompidou rivede il suo accordo con il Grand Palais, rinunciando a una parte…