Categorie: roma

fino al 30.IX.2002 | Andrea Malizia | Roma, Galleria Roberto Giustini

di - 27 Giugno 2002

S’insinua l’occhio, segue una forma bianca imprecisata oltre quel confine inesorabile che è il perimetro della stampa fotografica, cerca gli estermi di una curva morbidissima, che s’avvolge senza soluzione di continuità e potrebbe appartenere tanto ad una scultura (di quelle del filone organico che ebbe tanta fortuna, qualche genio e un bel po’ di epigoni), quanto ad un oggetto qualsiasi…
In questo caso – che va esteso alle altre dodici opere in mostra – si tratta di un oggetto, non qualsiasi bensì di design, che nella galleria Roberto Giustini – quando si chiamava Memphis – era già stato esposto: ora ci ritorna come soggetto fotografato in quegli still life nitidi, rigorosi e spiazzanti che sono le immagini di Andrea Malizia (Recanati, 1973).
Agli ingrandimenti clamorosi, al gioco dell’irriconoscibile il giovane artista che vive e lavora a Roma ci aveva già abituato (e del resto esiste un vero e proprio filone italiano di fotografi del particolare ad oltranza…): dai fornelli che sembrano costellazioni azzurre, ai tasti enormi di un citofono, deformati in una prospettiva che ruzzola (era uno dei lightbox più riusciti, nel discontinuo allestimento di Via Satellite) a tutti gli altri micromondi che diventano macro consegnati e sospesi nello spazio di una fotografia.
E c’è una tensione sottile che alimenta questo cosmo impazzito, ma così calmo ed imperturbabile: sta tra la curiosità del che cos’è e l’incedere dilatato attraverso il come è, come un rimbalzare continuo tra due categorie del vedere – comprendere; tolto il complemento di specificazione delle cose restano le le forme ed occupano tutta la possibile estensione concessa loro all’interno dell’immagine: consistenza del materiale, sensazioni tattili evocate sotto la superficie inattaccabile della fotografia, sono diventate un altro codice di lettura, un corredo autoreferenziale.
Per la mostra personale, allestita presso la galleria Roberto Giustini (già galleria Memphis, nome mitico tra le gallerie di design, un unicum nel panorama romano), Andrea Malizia ha fotografato opere di architetti, designer e artisti (tra i nomi, Enzo Cucchi, Johanna Grawunder, Mimmo Paladino, Karim Rashid, Ettore Sottsass) che in questlo spazio espositivo erano già stati presentati, tra il 2000 e il 2002: uno slittamento concettuale leggerissimo, tra l’oggetto e la sua immagine, che si realizza in tredici lavori, prodotti in un unico esemplare. Dodici sono stampati su carta cotone, uno su ceramica (assimilabile quindi ad un oggetto, in un certo senso…) quasi un ulteriore divertissement su quanto è labile l’identità delle cose.

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maria cristina bastante


Andrea Malizia
galleria Roberto Giustini (già Memphis) via dell’orso 72, fino al 30.IX.2002, mar_ven 16-19, sab 10.30-13/16-19, ch lun, il mese di luglio ch sab. Catalogo in galleria con testi di Emanuela Nobile Mino e Brunella Antomarini


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