E’ tempo d’estate alla nuova Galleria L’Union. Un’estate cadenzata dalle note del Requiem di Mozart. Per questa personale Corrado Sassi (Roma, 1965) -nel titolo, Summertime, c’è il ricordo della celebre canzone di Louis Armstrong- ha realizzato sia un video (il secondo della sua carriera) che una serie di fotografie. Si tratta di stampe digitali su pvc di alcuni fermo immagine del video, su cui è intervenuto ricamandovi sopra pois e triangoli di lana colorata. Tutto il progetto ruota intorno al tema centrale della famiglia, nucleo base della società.
Gioca sulla dicotomia, l’artista romano, procedendo per opposti: interno-esterno, spensieratezza-responsabilità, vita-morte. La famiglia che inquadra -madre, padre, figlia- appartiene a quello standard culturale medio-alto, pregno di cultura minimale e depurato dagli eccessi. Una famiglia potenzialmente felice, che però felice non è. Nella prima parte del video (e in sei degli otto “arazzi”) i personaggi sembrano chiusi in sé stessi -vicini, ma lontani- intenti a giocare a domino in un angolo della loro cucina. “Il domino è basato sulla corrispondenza di segni, perciò se i segni corrispondono si può andare avanti. In tutto ciò c’è anche un riferimento ai geni, alla continuazione della specie”, spiega l’artista. La famiglia, quindi, come sicurezza data dall’appartenenza ad uno stesso sangue e, nello stesso tempo, come microcosmo che succhia energie. Accentua questo concetto di chiusura verso il mondo esterno la presenza, nella seconda parte del video, di un’automobile (un bel fuoristrada nuovo-metallizzato-costoso), ulteriore elemento di appartenenza ad uno status apparentemente vincente, anche questa percepita da Sassi in chiave psicologica: il veicolo, con il suo spazio limitato e protettivo, sarebbe una sorta di ventre materno.
“L’arte non deve seguire delle regole”, dice l’artista, che si è formato a New York seguendo i corsi dell’International Center of Photography, “deve romperle: deve affascinare, far innamorare il pubblico per far sì che il messaggio possa essere comunicato. Un po’ come il pesce che abbocca più facilmente se c’è l’esca nell’amo”. Per questo ricorre in maniera critica alla visione pubblicitaria. Intorno alla jeep, immobile sul verde intenso di un prato, un gruppo di giovani donne pedala formando un cerchio di biciclette in movimento: è una danza ossessiva che ipnotizza l’osservatore.
La tecnica cinematografica della ripresa dall’alto con bracci metallici Sky-King, usata anche in pubblicità, enfatizza la visione rendendola esteticamente più appetibile. Vestono i colori della primavera queste novelle sirene tentatrici, “creando un fiore che è la vita, e nello stesso tempo rappresentando la spensieratezza e la tentazione per chi è sposato”. La ripetitività -di un gesto, di una parola, di un movimento- attrae da sempre Sassi. Del resto anche i suoi ricami, file ordinate di pois e di triangoli (rivolti verso il basso, come nei due “arazzi” che inquadrano la vettura, implicherebbero un riferimento alla morte), altrove anche quadrati e rombi, altro non sono che la codificazione di un’ossessione. La scelta dei colori dei fili da ricamo è particolarmente significativa: nessun colore sgargiante che possa disturbare l’equilibrio di un gusto sobrio. Insomma in questa gamma sfumata di grigi, marroni, azzurri, rosa e verdi c’è un ulteriore controllo delle emozioni.
Verde su verde nell’inquadratura finale del video e nei due “arazzi” corrispondenti. Al verde brillante dell’erba risponde il verde del tubo di gomma collegato al tubo di scappamento del veicolo, che va a finire dentro l’auto. Nel suicidio collettivo, deciso dal capofamiglia, la soluzione al malessere.
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