È un diario di viaggio fotografico quello che Mitch Epstein (1952, Holyoke, Massachusetts), presenta per la prima volta a Roma, nell’ambito del Festival Internazionale di FotoGrafia. Diciassette foto a colori scattate dall’artista tra il 1973 e il 1988, anni in cui ha pellegrinato attraverso gli Stati Uniti documentando la vita quotidiana dei suoi connazionali con acume psicologico non privo di ironia e affetto. Epstein ha frequentato i luoghi tipici dove la provincia americana era solita andare in vacanza (parchi nazionali, campeggi, piscine) ed è li che ha scattato le sue foto. Attirato dalle famiglie, dai gruppi di amici, dalle coppie. Sebbene legate a momenti di svago, le fotografie lasciano trasparire spesso un vago senso di solitudine. I bambini ad esempio, anche se accompagnati da adulti, sembrano fare vita a sé: dormono sul cofano della macchina mentre i genitori fanno altro, o sono abbandonati a loro stessi perché l’attenzione degli adulti è tutta presa da un serpente; oppure sono rinchiusi in un box perché il padre pescatore deve andare a ritirare la rete. Ne viene fuori un ritratto di un’America fuori dal tempo, fin troppo tranquilla, quasi irreale, un’America non ancora invasa da shopping mall e fast food.
In occasione della presentazione del suo libro The City (PowerHouse Books, 2001) Epstein ebbe a dire che nei primi anni Settanta, all’inizio del suo viaggio americano, la strada e gli spazi pubblici erano luoghi perfetti per i fotografi perché la gente era ben felice di farsi fotografare. Questo atteggiamento è poi completamente cambiato negli anni Novanta, tanto che da allora ci si deve sempre chiedere su come comportarsi perché le persone non si sentano a disagio o addirittura disturbate dalla presenza del fotografo. Ciò chiaramente rende sempre più difficile la realizzazione di reportage di tipo sociale.
Pioniere della fotografia a colori, Epstein usa la diapositiva, che scannerizza e ritocca digitalmente, lavora a mano con macchine fotografiche di medio formato, senza mai ricorrere all’uso del cavalletto, anche se molte foto, per la loro composizione, sembrano realizzate su un set, tecnica oggi in voga tra i suoi colleghi più giovani.
Formatosi alla Rhode Island School of Design e alla Cooper Union di New York, Epstein è un grande viaggiatore con una profonda conoscenza degli Stati Uniti, dell’Europa e dell’Oriente e può vantare di avere sue fotografie nelle collezioni dei più importanti musei americani.
Un ultima notizia su questo fotografo. La città di Colonia, in Germania, ospiterà a settembre 2006 una sua retrospettiva dal titolo: Retrospective 1973 – 2006 – Die Photographische Sammlung SK Stiftung Kultur.
pierluigi sacconi
mostra visitata l’11 maggio 2006
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