Catene. Circuiti stampati. Gomme. Legni. Ruggini. Pietre. O, più semplicemente, materia. In ogni sua forma e superficie. Secondo ogni evoluzione, dettata dal tempo. In ogni suo uso, dettato dalla praticità. Catene che diventano vasi, alghe che si trasformano in gioielli e marmitte in paralumi… sedie e panche? Legno con corteccia, naturalmente.
Stefano Canto –con un background che nasce dall’architettura, si sviluppa nel design e arriva all’arte– riflette sull’esistenza delle cose, sul loro stato: le ruba a Madre Natura e le trasforma. Da elementi del nostro quotidiano vivere, diventano oggetti di arredamento, artistici e resi particolari dal lavoro che su di essi è stato compiuto.
Le creazioni di Canto incuriosiscono per originalità e attirano per rarità. Sono pezzi
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micol passariello
mostra visitata il 29 ottobre 2003
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