Con 15.000 autoritratti i PH.ON, coppia creativa formata da Dario D’Aronco (Latina, 1980) e Roberto Gammone (Roma, 1979), hanno dato vita all’installazione Super, esposta per la prima volta a Roma. L’opera è composta da un numero incredibile di immagini in cui i due artisti assumono atteggiamenti da supereroi dimostrando una buona dose di autoironia. Il lavoro dei PH.ON –il loro nome è proprio quello dell’elettrodomestico che produce calore artificiale, o del vento caldo del centro Europa– è formato da un nucleo centrale di 500 fotografie, 250 ritratti di ciascun artista -realizzati tutti con l’autoscatto in studio- in cui sfoggiano sempre posizioni e travestimenti diversi. Di questi 500 ritratti sono stati realizzati 15.000 esemplari, dai più grandi di quattro centimetri ai più piccoli di mezzo millimetro con la tecnica della micro serigrafia su PVC adesivo trasparente: i cosiddetti stickers. Questi 15.000 “segni”, moltissimi dei quali grandi come una punta di spillo, sono stati posti uno ad uno a mano su un grande ovale di metallo, in modo da sembrare uno sciame di insetti che dall’ovale, volando, si sposta per avventurarsi sul soffitto e su un paio di pareti della galleria. A terra una piccola serie di autoritratti di formato leggermente maggiore in cui i due artisti sono ritratti morti, spiaccicati come degli insetti.
“Il nostro è un lavoro sull’autoritratto che si basa sulla quantità e sulla frammentazione piuttosto che sull’unità e la riconoscibilità” affermano, quasi a sottolineare l’impossibilità di sintetizzare in una sola immagine la complessità di una persona. Il lavoro è accompagnato da quattro tracce sonore realizzate con la voce degli artisti che, campionate elettronicamente, simulano il ronzio degli insetti. Le altre pareti della galleria sono state lasciate volutamente vuote, in modo che l’attenzione del visitatore sia concentrata solo sull’opera illuminata da luci blu.
I PH.ON lavorano insieme dal 2001 e la loro sperimentazione è avvenuta fino ad oggi per lo più nel campo musicale; Super è infatti la loro prima personale in galleria. Molto importante per i due artisti è lo spazio in cui sono chiamati ad operare, e ci tengono a dirlo: “Il contesto fa l’opera”. Tanto da volersi annullare in favore dell’ambiente che li ospita. Lo scopo è quello di realizzare lavori che abbiano la funzione di canale di interazione tra il pubblico e il contesto circostante in modo che l’opera risulti comprensibile anche ad un pubblico di non addetti ai lavori.
pierluigi sacconi
mostra visitata l’8 giugno 2006
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siete assoluti!!!!!!!!!!! la mostra è sensazionale!