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fino al 31.VII.2011 | Gli Irripetibili Anni ’60. Un dialogo tra Roma e Milano | Roma, Fondazione Roma Museo – Palazzo Cipolla

di - 23 Giugno 2011

Nostalgia dei tempi passati o speranza per un futuro migliore in cui ritorni in Italia un fermento artistico degno del mercato internazionale: forse sono questi i presupposti che hanno portato all’apertura de “Gli Irripetibili Anni ’60”, nella sede di via del Corso della Fondazione Roma Museo, a cura di Luca Massimo Barbero. In mostra alcuni pezzi delle migliori sperimentazioni italiane degli anni del “miracolo economico”. Epicentri di riferimento: Roma e Milano. La città eterna si fece centro attrattivo culturale nazionale; mai come in questi anni a Roma la cultura di massa coincide col contesto socio-culturale in cui, tra fiaschette di vino e bar, si incontrano e si incrociano le menti dei maggiori protagonisti dell’arte, della letteratura e del cinema italiano dei primi anni ’60. Milano, invece, divenne il fulcro della trasgressione e dell’avanguardia, con l’attenzione sempre rivolta verso oltralpe.

Contro l’arte cosiddetta “nazionale” alla Renato Guttuso (Bagheria, 1911- Roma, 1987), gallerie come il milanese Studio Marconi o l’Attico a Roma propongono un’arte che supera l’espressività informale per andare verso una nuova concezione artistica, basata sulla riduzione cromatica e la concettualizzazione dell’immagine; forma e colore vengono annullati per tornare ad un punto di partenza neutro dal quale far ripartire una nuova storia dell’arte.  Primo fra tutti Lucio Fontana (Rosario di Santa Fé, 1899 – Varese, 1968) che apre il percorso espositivo con un Concetto Spaziale collocato a soffitto, un “cielo notturno” che dialoga con un candido Achrome di Piero Manzoni (Soncino 1933 – Milano 1963). L’oscurità della prima sala che tra Alberto Burri(Città di Castello 1915- Nizza 1995), Alexander Calder(Lawton, Pensnsylvania, 1989 – New York, 1976), Yves Kline(NIzza, 1928 – Parigi, 1962), Enrico Castellani(Castelmassa, 1930), ospita una vetrina con vari gioielli e piccole sculture tra cui l’immancabile Merda d’Artista, si apre verso una seconda sezione vivace e colorata dedicata alle influenze Pop. Che in Italia l’arte Pop non raggiunse le vette dei contemporanei americani non è una novità. Tuttavia a Milano attorno alla Galleria Apollinaire si stringe il gruppo del Nouveau Realisme che in Christo (Gabrovo, Bulgaria, 1935) vede uno degli esponenti più originale, e vale la pena soffermarsi sugli interventi urbani riprodotti in fotografia dietro la 28 Barrels Structure. Ma la cultura Pop in Italia ha anche un’accezione più poetica e surrealista come La Camera Afona (esterno) di Emilio Tadini (Milano, 1927 – Milano 2002) del 1969, in cui due personaggi/manichini senza testa e ben vestiti, dentro un’asettica stanza bianca con al centro una televisione, vogliono rappresentare la messa in discussione di un sistema comunicativo basato sull’immagine.

La scultura si fonde a Milano con la nuova ricerca scientifica ottenendo un risultato che Umberto Eco definì nel 1962, in occasione della mostra del Gruppo T al Negozio Olivetti di Milano, “Arte Programmata”, consistente nella formulazione da parte dell’artista di “campi di accadimenti nei quali possano verificarsi processi casuali secondo linee precise formative predisposte, che non negano la spontaneità, ma pongano degli argini e delle direzioni possibili”.

L’Italia in movimento, in fermento, in progresso ed innovazione. L’Italia messa in discussione, rappresentata “in pelliccia” da Luciano Fabro(Torino, 1936 – Milano, 2007), e che vive attivamente le influenze del capisaldi Duchamp (Blainville-Crevon, 1887 – Neuilly-sur-Sein, 1968)) e Man Ray (Filadelfia, 1890 – Parigi, 1976) in questi anni presenti nel territorio nazionale.

Ma in fondo – e purtroppo – gli anni Sessanta sono irripetibili!

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Emilio Tadini poeta e scrittore

Nouveau Réalisme

claudia pettinari

mostra visitata l’11 maggio 2011

dal 10 maggio al 31 luglio 2011

Gli Irripetibili Anni ’60. Un dialogo tra Roma e Milano.

a cura di Luca Massimo Barbero

Museo Fondazione Roma

Palazzo Cipolla, via del Corso 320, Roma

Orario: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 20:00.

Biglietti: intero 10 euro; ridotto 8 euro.

Catalogo: Skira.

Info: 0639967888

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