Nell’esposizione si possono trovare sia lavori realizzati
a partire dal 2007, come Model for a
stage, Arrow sculpture, la serie Ergodynamischer Stuhl o
Autoscale, sia creazioni
concepite espressamente per questo evento. Per il suo debutto nella Capitale,
Schultz propone infatti un gruppo di opere inedite di carattere installativo,
che hanno comportato la non facile ricerca dei materiali necessari in loco. Ovvero elementi in cemento
armato, lastre di metallo, tubolari in ferro, corde, materassi di gomma,
calamite. La selezione del materiale è avvenuta, come d’abitudine nella
strategia dell’artista, nei luoghi deputati allo scarto e tra gli oggetti
abbandonati rinvenuti in città.
A questa caccia al tesoro, o meglio al frammento, segue un’elaborazione
che elegge l’estrema sintesi a principio compositivo, mirando a ridurre al
limite l’espressività secondo un approccio riconducibile alla Minimal Art. La
forza delle opere risiede nella capacità di influenzare lo spazio espositivo
rivelandolo come luogo, come dimensione viva e in continua trasformazione. Come
in un grembo materno, lavori come Model
for Underground Airport (After Vantongerloo), Underground Airplane, Print
Station avere luogo, Untitled e
altri vengono esclusivamente a concepirsi per e negli ambienti particolarissimi
della Fondazione Giuliani.
Sculture, assemblaggi, installazioni, proiezioni e collage
invadono le tre dimensioni, impossessandosi della sala ad ogni latitudine,
poste a terra, appese alle pareti o sospese nel vuoto. Di fronte a questi
lavori, lo spettatore viene portato a mettere da parte il proprio bisogno di consapevolezza,
diventando testimone di esperimenti mirati a far coincidere essenza e
apparenza, lasciando di continuo l’immagine sul punto di rivelarsi.
Ma come decide Schultz di attingere al ricco repertorio di
opere di Giovanni Giuliani? Nelle sale espositive viene introdotto solo un
lavoro a parete, di Vito Acconci, Study for Revised Proposal for Spanish
Landing, San Diego Harbour. Con il resto della collezione si è optato per
una relazione meno fisica e più mentale. Tramite un approccio indiretto, delegato
al mezzo fotografico, Schultz si è introdotta nei luoghi più intimi della
raccolta, includendo in una serie di scatti, lavori di Andre, LeWitt, Cecchini, Calzolari, Schneider, Long…
Soggetto delle immagini è la dimensione stessa della
raccolta, dove spazio e opere si compenetrano diventando dipendenti l’uno dall’altro.
giulia lopalco
mostra visitata il 14 ottobre 2010
dal 9 ottobre al 31 dicembre 2010
Nora Schultz – avere
luogo
Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea
Via Gustavo Bianchi, 1 (zona Testaccio) – 00154
Roma
Orario: da martedì a venerdì ore 15-19.30; sabato su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0657301091; info@fondazionegiuliani.org;
www.fondazionegiuliani.org
[exibart]
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ma siete sicuri di non aver sbagliato indirizzo? questo sembrerebbe un rottamaio...