Modelle perfette, ritratte in pose statiche, a loro modo eleganti. Ma che mettono in piena evidenza un organo sessuale completamente depilato, spesso aperto, a volte penetrato da un fallo, a volte dal pizzo sottile di un perizoma troppo arricciato. Le riproduzioni levigate, asettiche e al limite del porno di Dahmane (Parigi, 1959) danno una personale risposta al perché di tutti i mali.
Colpi d’occhio sofisticatissimi, che richiamano in un cliché patinato vaghe eco di divise naziste. Corpi statuari posti nudi davanti al tempio economico dove tutto si crea e tutto si distrugge, la banca. Location spesso individuate in siti geometrici, lineari, sempre dove regna un perfetto equilibrio delle proporzioni e dove il soggetto umano è pienamente metabolizzato nonostante la posa sessualmente provocatoria. Una valenza metafisica che viene improvvisamente spezzata, e che aumenta nel caso dei fotomontaggi. È da lì che tutto ha inizio, nel bene e nel male, in quell’energia cosmica che dirompe dalla nostra potenzialità erotica e sessuale, di cui noi non ci rendiamo neanche conto, e che cerchiamo di neutralizzare castigandola in un’apparizione rarefatta e decantata. Come nell’immagine, efficacissima, di un corpo nudo di donna chiuso in una gabbia. Ed è da lì, tracciando passo dopo passo un percorso al contrario, che l’artista parte, esacerbando al massimo la
In tutto questo il corpo della donna è usato come un oggetto, è vero, ma un oggetto particolare: una lente d’ingrandimento, che permette di arrivare sino all’infinitamente piccolo, e che trova nei genitali femminili il punto focale di questa osservazione. Ma non bisogna entrarvi dentro con un atto romantico, come a voler riconquistare i sensi ingenui e meravigliati dell’infanzia. Si deve invece, in piena coscienza, affondare la carne nella carne, cercare il contatto con la propria animalità, istintiva ma non brutale, come un adulto. Un adulto che fa le sue scelte: consapevoli, a volte difficili, sempre cariche di inevitabili conseguenze.
valeria silvestri
mostra visitata il 5 settembre 2006
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