Rocco Salvia sembra aver trovato nella casa studio di Alfonso Curcio la collocazione ideale per mostrare la sua produzione recente. Difatti molti dei suoi Ritratti, così come alcuni degli episodi dei suoi Diari di Viaggio, si sposano perfettamente con il clima caldo, domestico e quotidiano proprio di un salotto. La mostra favorisce inoltre la riscoperta di un autore e l’approfondimento di un particolare periodo creativo vissuto a Roma –quello degli anni Ottanta definito da Filiberto Menna dell’Astrazione povera– sostanzialmente passato in secondo piano.
Gli esordi di Salvia difatti rientrano in questa tendenza, anche se la sua era un’astrazione personalissima, tutta misurata su equilibri imposti e rigorosamente ricercati all’interno della superficie pittorica. Da qui la sua produzione ha poi conosciuto, com’è naturale, una notevole evoluzione, che ci viene presentata in questa mostra. Evoluzione principalmente caratterizzata da un’apertura progressiva ai nuovi linguaggi della fotografia, del segno grafico, declinato sempre più nel fumettistico, e dell’elaborazione digitale. Tutto ciò è avvenuto all’interno della riflessione di un artista che dello specifico pittorico aveva fatto la sua forza. Questa inedita traversalità di metodi e di linguaggi tuttavia non disturba, mostrandosi un approfondimento e un mixaggio formalmente felice, oltre che concettualmente valido. Forse perché il risultato finale richiama un certo Pop di rinnovata attualità. Va ricordato inoltre che entrambe le serie sono realizzate in un primo momento con le tecniche consuete della tradizione pittorica e soltanto in un secondo momento grazie al contributo fotografico, della stampa e del digitale. È dunque un procedere, quello di Salvia, che vive di accumuli e sovrapposizioni più che di rotture traumatiche e definitive.
Focalizzando l’attenzione sul mondo contemporaneo -nel suo aspetto consumistico, commerciale e dalle mutate valenze estetiche- Rocco Salvia ridetermina l’approccio alla pittura pur rimanendone innamorato, fornendo una chiave di lettura e di metodo mimetica e attuale rispetto gli eventi. In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo antologico che ripercorre le tappe principali dell’operato dell’artista. Un lavoro filologico degno di nota –tra l’altro oggi davvero raro- che risulta evidente dalla cura impiegata nella compilazione della bio-bibliografia e che ha il merito di rivelarci un autore e un periodo storico-culturale sicuramente da approfondire.
Redazione Exibart
mostra visitata il 28 settembre 2006
[exibart]
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