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Fino al 7.V.2017 | Michelangelo: capolavori ritrovati | Musei Capitolini, Roma

di - 3 Maggio 2017
Michelangelo è un artista “di casa” ai Musei Capitolini e non soltanto in senso metaforico: oltre ad aver realizzato il progetto per la sistemazione della piazza del Campidoglio, abitò per quasi cinquant’anni proprio ai piedi del colle, nel quartiere Alessandrino demolito negli anni ‘30 dello scorso secolo per consentire gli scavi archeologici nella zona dei Fori Imperiali.
A rinsaldare questo legame con la città, il 21 aprile è stata ufficialmente presentata la mostra “Michelangelo: capolavori ritrovati” con cui i Musei Capitolini celebrano il compleanno di Roma numero 2770 omaggiando il grande artista toscano: fino al 7 maggio sarà possibile ammirare, esposti all’interno della Sala degli Arazzi, due fogli con quattro disegni a lui attribuiti, Il Sacrificio di Isacco e Cleopatra.
L’idea della mostra nasce dalla recente scoperta di un nuovo disegno sul retro de Il Sacrificio di Isacco, conservato insieme a un cospicuo corpus di disegni michelangioleschi presso la Fondazione Casa Buonarroti a Firenze.
Durante un intervento di restauro eseguito nel 2016 è stato rimosso il controfondo posto a protezione del foglio, rivelando sul retro uno schizzo a matita nera raffigurante lo stesso soggetto biblico che poi Michelangelo ricalcò in controparte.
Grazie ad un apposito allestimento il disegno, datato intorno al 1530, viene quindi esposto per la prima volta al pubblico visibile da entrambi i lati, insieme ad un altro analogo: per la Cleopatra infatti, datata intorno al 1535, avvenne la stessa scoperta nel 1988 quando fu rimosso il controfondo. Quest’ultimo disegno, realizzato senza finalità progettuali, era stato donato dal maestro a l’amato Tommaso dè Cavalieri; la sua altissima qualità, basti guardare la resa dell’acconciatura della regina egizia, lo rende uno splendido capolavoro della grafica cinquecentesca. Nella linea leggermente allungata del collo e nella torsione del volto è possibile ravvisare echi delle istanze manieristiche sviluppatesi di quegli anni.
Un sottile filo rosso lega invece il Sacrificio d’Isacco ad un’opera basilare del rinascimento: la formella che Brunelleschi eseguì per il concorso del 1401 per la porta nord del Battistero di fiorentino, di cui Michelangelo realizza questa personale interpretazione.
Da un punto di vista cronologico, i due disegni si collocano a ridosso del definitivo ritorno a Roma nel 1534, quando, reduce da alcuni progetti falliti o ridimensionati come quello per la tomba di Giulio II, di lì a poco avrebbe portato a termine l’impresa del Giudizio nella Sistina (iniziato nel 1536). Ed è proprio a quest’opera che, per forza e vigore, è possibile ricondurre i personaggi de Il Sacrificio di Isacco; non solo per la resa grafica ma anche per il climax di inquietudine e tensione che nel disegno si genera dall’incrocio di sguardi tra Abramo e l’angelo.
La mostra si sviluppa unicamente in questi due fogli. Realizzare un evento del genere esponendo “soltanto” due opere può essere rischioso dal punto di vista del riscontro del pubblico, considerando anche il dibattito attualissimo sul numero delle mostre e sul reale contributo scientifico che esse apportano alla storia dell’arte; questa sensazione di dubbio svanisce però alla vista dei disegni, di straordinaria fattura e che rispecchiano in pieno grandezza e tormento di un artista, lui sì, inarrivabile.
Se da una parte permane il pensiero che forse si poteva ragionare su qualcosa di più complesso per valorizzare la fruizione di questi fogli, dall’altra è chiaro che il ritrovamento di una nuova opera nata dalla mano di Michelangelo si connota come un evento straordinario in sé, come un’ulteriore testimonianza dell’inesauribile furor interiore che sempre accompagnò il suo genio.
Luca Liberatoscioli
mostra visitata il 21 aprile
Dal 22 aprile al 7 maggio 2017
Michelangelo: capolavori ritrovati
Musei Capitolini
Piazza del Campidoglio, Roma
Orari: tutti i giorni 9:30-19:30
Info: www.museicapitolini.org

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