Sono quattro gli artisti contemporanei invitati ad esporre le loro opere nelle eleganti sale del Museo Napoleonico a Roma, nell’ambito di Gemine Muse 2007, una manifestazione nata cinque anni fa per promuovere i giovani artisti nelle varie città italiane. Sono 24 le città coinvolte nell’iniziativa, che vede la partecipazione di 140 artisti e 42 curatori e tocca tutti i campi delle arti: da quelle visive alla musica, dal design al teatro, dalla scrittura alla performance.
La mostra Jeu de l’hombre. Lo sviluppo delle virtù cortesi, è curata da Antonio Arévalo e prende il titolo dall’omonimo gioco di carte, molto in voga all’epoca di Napoleone (pare che Bonaparte amasse giocarci durante la sua permanenza nell’isola di Sant’Elena). Il gioco, inteso come lotta contro gli avversari e contro la morte, serve da metafora per la vita stessa, fatta di vittorie e sconfitte. Ed è questo il tema con cui le opere, realizzate appositamente per l’occasione, si confrontano.
Nella prima sala del museo, in una vetrina che raggruppa diversi tipi di medaglioni e miniature dell’età napoleonica, sono esposti tre minuscoli ritratti-cammeo di Arash Radpour, artista nato a Tehran autore anche di un’opera più grande, nella sala attigua: Interlude. L’opera, una stampa lambda su alluminio, è stesa a terra e si adatta perfettamente all’ambiente circostante. Così come si adattano perfettamente le fiches da gioco di Radpour, che stanno insieme alle fiches in madreperla originali dell’epoca di Napoleone nella teca dove si trova anche la scatola nera laccata in oro del Jeu de l’Hombre.
Dario D’Aronco e Roberto Gammone, uniti nel nome d’arte PH.ON., sono gli ideatori di N.W.C. (Napoleon’s water closet), una tazza WC ideata appositamente per la mostra e collocata nel bagno degli uomini (dove rimarrà come installazione permanente), concepita in linea con il gusto napoleonico. La base è in ceramica con dei contorni dipinti in nero e la tavoletta e il coperchio sono in legno nero laccato in oro. Da notare sul coperchio e dentro la tazza la N maiuscola di Napoleone.
Jessica Iapino e Marco Fedele Di Catrano sono invece autori di alcune installazioni video. Sans commenter e Napo’video, della Iapino, sono due video proiettati in coppia su una specchiera antica che sovrasta una porta, riflettendo le immagini sul muro di fronte della sala. Uno dei video riproduce per intero il testamento di Napoleone, un documento storico molto interessante, che non solo racconta le sue ultime volontà ma ci introduce anche al suo stato d’animo durante gli ultimi giorni della sua vita. Da notare come vengano menzionati anche gli oggetti più infimi e di uso corrente e come sia sterminato l’elenco dei beneficiari. A proposito della morte di Napoleone, Jessica Iapino ha scritto: “In sostanza il mio interesse era mettere in evidenza come Napoleone desse la colpa della sua agonia e della sua rabbia agli Inglesi. Come se fosse stata una vita, la sua, che avrebbe voluto vivere e rivivere”. Nell’ultima sala, su una grande tenda gialla, è proiettato il video di Fedele Di Catrano intitolato Waterloo, I dreamed your end. Towards an other astraction, un’opera molto suggestiva che mostra un’installazione che finisce in un incendio. Simbolo della fine, ma anche di una potenziale rigenerazione.
consuelo valenzuela
mostra visitata il 21 aprile 2007
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Mostra davvero eccezionale! Le opere una più bella dell'altra. Complimenti a tutti!
Bravo Arash, bravo Fedele.
Davvero due bei lavori.