Per la prima volta in Italia è possibile vedere una selezione di fotografie tratte dall’Archivio storico Casasola: una delle collezioni più complete di fotografie della storia messicana del ventesimo secolo. Sono immagini che, oltre all’indiscusso valore storico, scrivono un capitolo fondamentale della storia della fotografia di questo Paese. Autore delle foto che hanno determinato la nascita dei primi autentici reportage latino americani è Agustin Victor Casasola (Città del Messico 1874 – 1938).
La mostra, che si articola in varie sezioni, è composta da 74 immagini in bianco e nero di vario formato, che documentano avvenimenti accaduti tra il 1900 e il 1940. Oltre a personaggi più o meno noti, molto interessanti sono le immagini relative al tema della giustizia (con i tribunali e le carceri) e quelle relative ai movimenti operai pre e post rivoluzionari. Sono gli anni in cui i muralisti come Rivera e Siqueiros dipingono la rivoluzione in pubblico rifiutando il “privato” degli studi e una bellissima Tina Modotti fotografa la fierezza delle donne messicane. Sono gli anni in cui Emiliano Zapata e Pancho Villa combattono contro il generale Porfirio Diaz costringendolo all’esilio e attraverso la rivoluzione consentono al popolo messicano di ritrovare la propria identità. E’ il Messico democratico che offre asilo politico a Trotskij che si incontra con Andrè Breton venuto fin lì per conoscerlo. È il Messico punto di incontro degli intellettuali di tutto il mondo, attirati dalla possibilità di partecipare alla costruzione di una società nuova.
Gli scatti, di notevole qualità estetica, sono più eloquenti di tanti testi scritti sull’argomento e rendono con efficacia l’immagine di un Paese in trasformazione attraverso i processi di modernizzazione e le tensioni del momento. Grande fotografo dunque, ma anche grande collezionista, Don Agustin Victor ha avuto per tutta la vita l’ossessione di costituire un fondo di archivi fotografici al servizio della storia del Messico.
Nel 1912 fonda un’agenzia che ha come slogan “Ho o faccio la foto che a voi serve”. Per raggiungere il suo obiettivo si fa aiutare dal fratello Miguel e poi dai suoi figli e nipoti. Fornisce i suoi servizi a giornali e riviste aprendo una nuova strada alla fotografia documentale messicana. Dal 1976 i cinquemila negativi del fondo Casasola sono conservati nella Fototeca Nacional dell’Instituto Nacional de Antropologia e Historia (INAH) di Pachuca (Hildago).
pierluigi sacconi
mostra visitata il 12 gennaio 2006
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Il mio processo nasce sempre da un’urgenza emotiva o da un’immagine mentale improvvisa, quasi sempre non figurativa
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Mi sembra giusto precisare che il fondo Casasola fu esposto a Bologna già nel 1998 alla Cineteca comunale a cura di D. Maawad, e che questa mostra curata da Ortiz Monasterio, distribuita da Admira, sta già girando da un po' di tempo.