Ventiquattro fotografie a colori di grande formato raccontano come è oggi la capitale del Vietnam, Ho Chi Min City (una volta era Saigon). Dodici sono state realizzate da Nicolas Pascarel (Parigi, 1966) e dodici da Nam Bui The Trung (Ho Chi Min City, 1978). È la prima volta che un fotografo vietnamita espone un suo lavoro in Italia.
Le foto di Nam Bui hanno per tema il confine della città, una città che solo dieci anni fa aveva un milione di abitanti ed oggi ne ha più di otto. Ho Chi Min City è in continua, rapida trasformazione e proprio la sua periferia mostra i segni più evidenti del contrasto tra passato e futuro. La popolazione sembra in attesa di qualcosa di non definito, è come se non sapesse dove sta andando: lo sviluppo economico corre più veloce di quanto la gente sia in grado di percepire. Nelle foto di Nam Bui questi fenomeni sono evidenti e si ritrovano nell’espressione dei volti, nei dettagli degli interni delle abitazioni e nei paesaggi urbani. Pascarel, fotografo professionista di livello internazionale, ha invece lavorato su un palazzo del centro della città che ha la caratteristica di avere al proprio interno un grande corridoio blu. Le foto riprendono la vita degli abitanti nei loro atteggiamenti quotidiani in questo spazio che sembra surreale. L’incontro tra i due fotografi è relativamente recente. Pascarel che da anni realizza workshop fotografici nell’oriente asiatico, si è recato in Vietnam nel settembre scorso su invito del Consolato francese di Ho Chi Min City e dell’Istituto di cooperazione franco-vietnamita, per realizzare un workshop presso l’Accademia.
È li che Pascarel ha conosciuto Nam Bui The Trung, un suo studente che aveva già una certa esperienza (è stato il primo giovane vietnamita ad avere una borsa di studio di tre anni alla scuola di fotografia di Arles in Francia).
È nata così una proficua collaborazione, finalizzata alla realizzazione di questo comune progetto che in cinque mesi li ha portati entrambi a Roma come prima tappa di presentazione del loro lavoro. L’Associazione culturale FotoAsia, di cui Pascarel è presidente, ha infatti già preso l’impegno di portare nei prossimi mesi, la mostra in Francia, Vietnam, Cambogia e Tailandia. “L’Oriente era il tema dell’edizione 2005 del festival della fotografia che si tiene da alcuni anni in primavera a Roma”, afferma Pascarel, “mi piace pensare che questa nostra mostra, anche se non ne fa parte, ne sia la degna conclusione proprio alla vigilia della prossima edizione in aprile”.
I due fotografi hanno un metodo di lavoro completamente differente: Nam Bui usa il cavalletto, tempi lunghi, ama ragionare sulle inquadrature e fotografa con una macchina mezzo formato 6×7; Pascarel lavora d’istinto, con una 35 mm a mano, cercando il contatto diretto con i soggetti fotografati. Ambedue usano rigorosamente la pellicola.
Ci sono due fotografie che simbolicamente uniscono il lavoro del maestro a quello dell’allievo: quella di Pascarel è il ritratto di una giovane ragazza vietnamita con alle spalle il dipinto di una tigre, quella di Nam Bui mostra la stessa tigre, che fa da sfondo ad un piccolo altare votivo, un lucchetto, un coltello, un accendino, delle creme, oggetti di lusso per una giovane vietnamita.
pierluigi sacconi
mostra visitata il 16 febbraio 2006
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