Qual è la possibile interpretazione del Modernismo oggi? Si può ancora ipotizzare un’utilità dell’arte e una sua applicazione nella vita di tutti i giorni, come ad esempio ci si chiedeva ai tempi del Bauhaus? Si tratta di una domanda molto interessante, considerato il contatto sempre più forte che esiste oggi tra l’arte e la tecnologia. E’ proprio la tecnologia, infatti, e il suo utilizzo ormai generalizzato nel fare artistico, a portare il dialogo tra arte e vita di tutti i giorni su un punto cruciale, che impone una riflessione.
Ed è su questa riflessione che nasce la mostra. Interni Moderni è un progetto ideato dal critico d’arte Angelo Capasso e realizzato da tre artisti, che hanno lavorato ognuno secondo la propria interpretazione del modernismo, ma anche del design di interni, e dell’arte in genere. Thorsten Kirchhoff, H.H. Lim e Luca Pancrazzi si sono impegnati a trasformare uno spazio espositivo in un’abitazione, tenendo in mente che quello spazio in realtà occupa “abusivamente” un appartamento, uno luogo pensato per ospitare una casa privata.
I tre si sono confrontati per circa due anni su questo problema, attraverso uno scambio di e-mail che ha condito tutto il lavoro di un divertente livello teorico progettuale piuttosto originale per una mostra d’arte. In altre parole, Capasso non ha imposto un punto di vista, ma ha fatto in modo che il proprio progetto teorico si realizzasse da sé, in modo naturale, attraverso le scelte che gli artisti hanno preso collegialmente. Il risultato? Una casa per visionari.
Il lavoro è realizzato a sei mani, che sono tuttavia riconoscibili in modo trasparente. Si riconoscono le parole di H.H. Lim che simbolicamente ricordano quali spazi mancano in quella strana abitazione: non c’è un bagno, non c’è una camera da letto, non c’è un soggiorno, né un divano (ma tutto è presente simbolicamente). E’ riconoscibile l’entrata da studio medico di Thorsten Kirchhoff, dove probabilmente il Dottor Hoffmann è passato per qualche visita estemporanea. E’ divertente e riconoscibile anche il cameriere in stile Matthew Barney che circola nel giorno dell’inaugurazione e che poi resta simbolicamente immortalato in una foto in bianco e nero mentre è impegnato nelle pulizie domestiche. E infine il video di Luca Pancrazzi. Quest’ultimo crea l’ambiente e lo porta fuori da quello spazio chiuso e limitato. Pancrazzi ha registrato con la sua piccola telecamera portatile tutti gli spostamenti effettuati in un arco di tempo determinato e li propone attraverso un piccolo monitor che ricorda quello del navigatore di un’automobile.
Come sostiene Capasso nel testo critico: “Uno dei cardini di un’arte Moderna è nell’autonomia espressiva e nella sua riconoscibilità come un discorso originale e nuovo, come espressione di una visione a tutto tondo”. Il lavoro degli artisti quindi si fonde, ma non si spersonalizza. Anzi trova una nuova personalità, più aperta al dialogo.
Il catalogo della mostra è un vero e proprio Volume! che raccoglie l’esperienza del lavoro comune svolto dagli artisti e dal curatore nella costruzione del progetto. Contiene, oltre al testo critico, anche le e-mail e una sezione con tre progetti fotografici individuali dei tre artisti.
alessandra broccolini
mostra visitata 16 giugno 2005
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la cosa peggiore che abbia mai visto da Volume.
L a cos a peggiore vista d avolume anche per me!!
Sono un pubblicitario americano , ho visitato l'inaugurazione della mostra e devo dire che interni moderni è unn allestimento molto interessante e d'avanguardia che supera alcuni dei pregetti realizzati dai grandi nome dell'architettura d'interni internazionali...Jonny USA
Ma come fate e dire che interni moderni è la cosa più brutta che avete visto ??? O non siete andati a vederla oppure non avete capito l'impegno e il significato che i tre grandi artisti hanno voluto dare al tema dell'installazione .