Doveva battere tutti i record e tutti i record ha battuto. Doveva strappare a Milano la centralità per quanto riguarda l’arte e c’è riuscita. Doveva fare di Roma, oltre che la capitale della cristianità e del giubileo, anche la capitale della cultura in questo anno santo e c’è riuscita. La mostra sui Cento Capolavori dell’Ermitage, allestita nelle Scuderie Papali del Quirinale è stato l’evento espositivo dell’anno.
Tutti i record sono stati polverizzati. Polverizzati, c’è da sottolinearlo prima di andare avanti, da una struttura che è nuova nel panorama delle mostre in Italia e a Roma. Le Scuderie Papali fino a qualche anno fa non erano altro che il garage dove il presidente della Repubblica parcheggiava le sue sontuose Maserati. Il restauro radicale di Gae Aulenti ha creato un polo espositivo funzionale, razionale, attrezzato: un bookshop eccezionale, una biglietteria che sembra progettata dalla Agenzia Spaziale Americana, una caffetteria che è ormai uno dei salotti di Roma.
Ma diamo una scorsa questi record. La mostra ha segnato alla fine la bellezza di 575mila visitatori, surclassando il vecchio record appartenente a Da Monet a Picasso che, quattro anni fa, si era ‘fermata’ a 543mila. Segnato anche il record italiano per visitatori giornalieri che si è assestato a 7100 nell’ultimo giorno di apertura (l’11 giugno) come dire esultanza degli organizzatori e improperi delle centinaia di turisti e appassionati in fila. Non potevamo farci mancare chiaramente il record dei cataloghi venduti: con 41mila copie circa il catalogo edito da Electa è diventato il best seller dell’editoria d’arte.
Inutile dire che dopo questa performance i gestori delle Scuderie (Leonardo Mondadori, l’Electa, la Wind) non si fermeranno. Nei prossimi giorni c’è già attesa per la mostra fotografica di Sebastiao Salgado (inaugurazione il 29 giugno) mentre per la prossima stagione si vocifera su un evento che ha tutte le carte in regola per superare i Capolavori dell’Ermitage: 130 capolavori di Pablo Picasso .
Concludiamo dicendo che non è nostra intenzione fare del sensazionalismo, ridurre l’arte ad una classifica calcistica o peggio a un bilancio finanziario. Si è cercato soltanto – con l’esposizione di questi dati – di analizzare una mostra che ha spostato le masse e che ha riportato l’arte al centro dei tanti “finesettimana a Roma ” che gli italiani ogni tanto si concedono.
massimiliano tonelli
[exibart]
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