Con MAXXI OPERA, una performance nata qulche tempo fa e organizzata negli spazi esterni (ed interni) del Museo MAXXI di Roma, Maria Crispal ha messo a segno un nuovo viaggio tra le malie di una liturgia che trasforma il corpo dell’artista in materia luminosa che si nutre delle cose del quotidiano. Nata da una residenza al Central Saint Martins College of Arts&Design di Londra, questa sua recente performance, ha segnato una ulteriore tappa di un lavoro che scava nei fondamenti dell’uomo per ricercare segni sfuggenti, attività processuali in cui totem e tabù si incontrano per scatenare nuove forme di riti e miti. MAXXI OPERA è apparsa come una cerimonia propiziatoria spigolosa ed erotica che ha attraversato gli ambienti, investito le aree con una ritmica arcaica, ancestrale, a tratti inconscia.
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