L’attività di Sa Corona Arrùbia appare ormai sicura ed impostata. Contemporaneamente alle mostre di grande richiamo, con uno spettro ampissimo di possibilità che vanno dai Dinosauri a Leonardo, passando per i Grandi di Spagna (Goya, Picasso, Mirò, Dalì), gli spazi del museo ospitano tutta una serie di appuntamenti collaterali di varia natura ed interesse. Una formula che, visti i risultati, sembra dare ragione agli organizzatori e ai comuni della Marmilla, fiduciosi da subito, nelle potenzialità del consorzio. Alla dinamica programmazione del museo che prevede un’esposizione permanente sulla natura del territorio, oltre alle sopraccitate mostre, si aggiungono da qualche tempo a questa parte gli appuntamenti con l’arte contemporanea.
L’artista e scrittore, da Guspini (ca) osserva il mondo, raccontando, attraverso volti primitivi, Nudi Gialli ed Autoritratti in Progress la propria arte. Diffidente, Cannella non si concede all’astrazione, è colpito, affascinato dal non figurativo e sa muoversi bene negli indefiniti spazi dell’informale, ma non supera il confine. Quando credi che ciò avvenga, ecco un naso o l’ombra di un occhio, che automaticamente rende tutto riconoscibile. Le sue opere nascono da ampie superfici di colore, nelle quali il pennello individua ombre, schematizza lineamenti, sa muoversi rapido sulla tela. Deciso, sicuro, immediato.
I gialli “urlano”, i bianchi si sporcano di turchese, il colore, materico, definisce ampie superfici e queste a loro volta costruiscono volumi, forme. Poche concessioni cromatiche, nevrotiche si, ma limitatissime nella singola tela: verdi/neri/bianchi; gialli/neri/verdi; blu cobalto e terre. Contrapposizioni legate ad un titolo: elemento rassicurante per il visitatore distratto e poco addentro alle faccende della pittura aniconica. Titolo che è contemporaneamente spiegazione e stimolo.
andrea delle case
vista il 16 marzo 2003
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