Una mostra che fa luce su alcuni aspetti della ricerca di questo artista sassarese, e che rappresenta un elemento non marginale della sua cospicua produzione pittorica. Cento acquerelli e disegni di piccolo formato, realizzati negli ultimi anni scandiscono le pareti della Galleria di Castello, nel cuore storico di Cagliari, e inducono a seguire il ritmo incalzante delle linee, le frenetiche variazioni di colore. Lavori dettati dall’impeto dell’emozione e da una espressività libera e anarcoide che ritroviamo anche in opere più datate. Una libertà di
Segue nel 1960 la partenza a Parigi, grazie ai fondi di una borsa di studio del governo francese e della Fondation della Maison d’Italie, dove l’artista trascorre tre anni fondamentali per la sua ricerca. Entra, infatti, a diretto contatto con la grande pittura europea di Fautrier, Dubuffet, figure determinanti per la sua formazione e per la sua pittura vitalistica, tutta giocata com’è sull’equilibrio fra stesura cromatica e segno, fra il rigore formale e un’inquietudine che non trova mai posa.
Per questo Dore ha viaggiato molto e continua a spostarsi da Roma, dove vive dal 1970, dopo la vitalissima stagione in Sardegna. Da decenni ormai conduce la sua ricerca con la stessa coerenza degli esordi, da anni insiste sulle tecniche tradizionali della pittura senza permettere che diventino routine, e anzi trovando ogni volta delle cose straordinarie da raccontare.
maria dolores picciau
vista il 5 aprile 2003
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