Molti dei protagonisti della scena artistica isolana sono nati, cresciuti, o hanno insegnato in queste aule. Prima istituzione scolastica in Sardegna dedicata interamente alle arti, assolverà da sola alla mancanza di un’Accademia che vedrà la luce solo nel 1989. Oggi l’istituto ha quasi 70 anni ed espone i suoi tesori firmati da docenti e allievi più o meno noti, proponendo la sua storia e i suoi metodi d’insegnamento.
Sassari ha goduto della presenza della Scuola non solo spiritualmente, trasformando la città nel primo centro d’arte e cultura dell’isola, ma anche materialmente, attraverso interventi urbanistici, arredi, allestimenti e decorazioni, commissionate per il Tribunale, il Duomo, e l’Università.
Voluta da Filippo Figari, che ne fu il direttore fino al 1958, la scuola d’arte vanta un corpo docenti costituito dal pittore incisore Stanis Dessy, lo scultore e designer Eugenio Tavolata, e l’architetto Vico Mossa, e con loro, tutta la schiera di insegnanti di materie tecniche che trasformarono la scuola in importante laboratorio di creatività. La mostra segue un taglio storico e le prime battute parlano il linguaggio figariano caratterizzato dal realismo e dalle tematiche legate alla tradizione accademica. Il Disegno è alla base di tutto. Ecco allora passare in rassegna esercizi tecnici e virtuosismi di grafite e carboncino: copie dal vero, riproduzioni di gessi classici, e ritratti; lavori per lo più inediti saltati fuori dai depositi di Viale Mancini. Il visitatore non si immagini però una sequela di opere frutto di uno sterile esercizio accademico, perché così non è. Accanto agli studi dei maestri compaiono le opere legate alla produzione artigiana degli anni ’40 e ’50, partorite dai laboratori di ceramica e legno, rispettivamente guidati da Giuseppe Silecchia e Pasquale Tilocca. Di quest’ultimo sono visibili in mostra gli straordinari scacchi. L’artigianato artistico è l’obiettivo da perseguire e in questi anni reinterpreta se stesso riscoprendo un repertorio tradizionale di forme primitive che appaiono ora modernissime. Un repertorio di conoscenze da studiare e salvaguardare.
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