Enk de Kramer, incisore belga, torna nella città dove in passato ha tenuto diversi seminari di grafica. Proposti dall’Exmà tra il 1997 ed il 2000, i seminari erano laboratori di sperimentazione delle tecniche e delle metodologie calcografiche tenuti da affermati incisori. La partecipazione di numerosi artisti all’inaugurazione della mostra ha svelato quanto importante sia stata la lezione dell’incisore e quanta stima goda presso coloro che hanno partecipato ai suoi stages.
Nell linguaggio calcografico di de Kramer la dissoluzione della forma porta, semmai, alla sensazione. Propone un punto di vista e non la forma reale delle cose. Ogni sua opera è il prodotto di diverse matrici e non è riproducibile perché sottili variazioni nell’inchiostrazione e nella disposizione delle stesse lastre la rendono unica. L’artista crea serie che includono fino a 50 pezzi, ma sempre e soltanto unici, in tiratura 1/1, e non certo per negare il principio di serialità dell’incisione, ma semplicemente come
Fa uso del collage, piccoli strappi di carta rivelano figure di paesi lontani che emergono tra le pieghe dell’inchiostro rosso e ruvido come un mattone. Predomina il nero, un nero spesso e rugoso, profondo e brillante, che prende corpo dalla sovrapposizione di più lastre e da successive inchiostrazioni, una tinta mai piatta; dal bianco del foglio emergono segni che si addensano e si accavallano a creare cosmi astratti, vortici di graffi ed immagini informali, che cedono talvolta ad un essenziale decorativismo geometrico.
Enk de Kramer scava nelle apparenze per trasformare la realtà in una forma semplificata, non naturalistica, così si manifestano le sagome dei battelli in navigazione o le immagini dei pesci dai tratti sottili ed insistiti. Essi sono una riflessione plastica sul soggetto volta ad esplorare le possibilità formali, i differenti punti di vista da cui si può osservare. E così appaiono come ombre guardate dall’alto o di profilo, proiezione di uno spazio emotivo.
L’abilità tecnica del maestro fiammingo e l’indiscutibile originalità del suo lavoro aprono nuove strade nella sperimentazione calcografica.
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