La mostra, organizzata dall’Associazione Italia-Inghilterra, è costituita complessivamente da una quindicina di lavori, di piccolo formato, realizzati da Lucy Fradkin e Arthur Simms durante il soggiorno premio – in quanto vincitori del Rome Prize Fellowship – presso l’American Academy di Roma.
Le opere presentate dalla newyorkese Lucy Fradkin risultano accattivanti per la loro ingenuità mista all’ironia; l’artista cinquantenne, autodidatta ma con un solido curriculum professionale, si cimenta nella creazione di una serie di “ritrattini” femminili, molto simili ai tantissimi ex voto di matrice popolare che tappezzano le pareti dei santuari. Realizzati con accuratezza (tempera, acrilico, grafite e oro su carta) questi lavori s’ispirano ai disegni e alla grafica degli anni Quaranta e Cinquanta, nonché alla sapiente manualità femminile sartoriale.
Arthur Simms nato nel 1961, è l’altro protagonista della mostra Italian works, scultore newyorkese non dimentica le sue origini giamaicane: “…Le mie sculture emanano una giocosa e, allo stesso tempo, seria ricerca attraverso i concetti di origine e trasformazione. La mia arte è, per gran parte, il prodotto del biculturalismo, della fusione tra eredità giamaicana e formazione americana…”. E’ ancora lo stesso autore a spiegare l’estetica delle sue sculture che, realizzate con materiali riciclati, potrebbero apparire ad uno sguardo distratto del tutto insignificanti: “…Attraverso il loro rigore formale e le associazioni poetiche che gli elementi riciclati fanno scattare, le sculture raccontano storie di identità personale, famiglia, viaggi reali e spirituali, tensioni erotiche e nostalgia. Bottiglie vuote, macchine, giocattoli consumati ed altri scarti delle nostre vite materiali danno luogo ad un nuovo mondo di significati simbolici, arricchiti dalla mia energia inconscia e repressa che si libera con quegli oggetti che, ad un occhio meno sensibile, apparirebbero come spazzatura.”
Oltre alle sculture (alcune di dimensione tanto ridotte da far pensare a dei bozzetti preparatori per opere di più ampio respiro), Simms presenta una serie interessante di tecniche miste su carta (collage di fotocopie, fotografie, matite, inserti metallici e plastici) dedicate a maestri del passato quali ad esempio Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.
sandro giordano
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