Alessandro Alimonti cerca la seduzione della geometria e dell’astrazione in pochi scatti giocati sull’ambivalenza di negativo e positivo, sui contrasti cromatici. Partendo da un analisi attenta della realtà, trova particolari e li trasforma in immagini virtuali, sottraendole al loro rassicurante contesto. Sono i profili geometrici di architetture, gli scavi dei muri, gli angoli che rompono la continuità della linea retta, la materia, la concreta struttura fisica delle superfici, i colori a suggestionarlo. Immagini che rivelano un forte interesse per la composizione formale astratta e che chiama Atopie contrapponendole a topos reali, a forme certe e riconoscibili. Si diverte così ad eliminare la rassicurante certezza del loro essere, moltiplicando le
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