Dopo l’ormai celebre Santa Monaca con due fanciulli di Paolo Uccello che con 3 miliardi è stata – lo scorso 20 novembre – l’opera più costosa mai aggiudicata in un’asta italiana, la stagione d’oro di Finarte non sembra arrestarsi. Un’ulteriore e ormai definitiva smentita ai tanti ‘gufi’ del post-11 settembre ci viene dalle ultime due giornate di aste di arte moderna e contemporanea. Gli incanti milanesi della casa d’aste recentemente acquistata da Giorgio Corbelli – già patron di Semenzato e del network Telemarket – hanno confermato la grande verve del ‘900 storico italiano consacrando ulteriormente personalità come Giacomo Balla, Marino Marini, Giorgio Morandi, Ottone Rosai e Filippo de Pisis.
Il futurista romano Giacomo Balla è stato il protagonista dell’asta, trasmessa anche via internet grazie ad un accordo tra Finarte e Class Editori, strappando una quotazione superiore al mezzo miliardo per l’olio su tela Espansione Profumo del 1916. Segue a ruota Marino Marino che con un bronzo arriva a sfiorare i 300 milioni praticamente raddoppiando le stime. Altre sorprese positive per quanto riguarda Carlo Carrà e Giacomo Manzù mentre è da archiviare come ottima la performance di Giorgio Morandi che con una piccola grafica (Natura Morta, 10×12) del 1931 è arrivato a 83 milioni triplicando le attese.
Solo conferme arrivano invece dall’Arte Povera, i protagonisti della corrente artistica italiana (Boetti e Manzoni) hanno solo eguagliato le stime, talvolta (l’achrome di Manzoni) non riuscendo neppure a doppiare alla stima massima. Fa eccezione, ma su volumi molto piccoli, una serigrafia di Alighiero Boetti.
Segnaliamo a livello di curiosità un disegno su carta di Otto Dix (Mey Lieber Boden, 1922, matita su carta, cm 42×34), maestro dell’espressionismo tedesco tra le due guerre. Le dimensioni, l’importanza internazionale del pittore, il fatto che solo di rado è presente nelle aste di casa nostra sono elementi che avrebbero autorizzato aspettative maggiori rispetto ai 10 milioni cui l’opera è stata effettivamente aggiudicata. Con quella cifra oggi non si compra nulla di nessun giovane tedesco mediamente affermato, che Otto Dix sia il vero affare di inizio millennio?
Dopo l’arte moderna e contemporanea, il prossimo 19 dicembre Finarte proporrà la seconda puntata dell’asta Young Art. E se è facile individuare opere di grande levatura quando si parla di Balla e Morandi, è più complessa la scelta che è chiamato a compiere il collezionista d’arte giovane. Reduce dalle insperate conferme di ARTissima il mercato del Bel Paese saprà confermare l’ottimo andamento con l’asta dedicata ai giovani artisti?
Articoli correlato
L’espressionismo tedesco in mostra a Torino
Il ‘Segno Espressionista’ alla Fonrazione Vacchi di Siena
Mostra milanese per Giacomo Balla
L’ultima mostra di Morandi, a Cernobbio
I record di Piero Manzoni ad inizio anno
Massimiliano Tonelli
Durante il periodo di chiusura per restauri, il museo Mauritshuis dell’Aia presterà la sua opera più importante, Ragazza con l’orecchino…
Commissionato come intervento effimero, lo Zanardi equestre di Andrea Pazienza sopravvive grazie a un gesto privato. Oggi riemerge come caso…
Una delle raccolte più ambite, e misteriose, di pittura francese del XVIII secolo, inclusi i capolavori di Jean-Honoré Fragonard, Jean-Antoine…
Tra l’Obama Foundation di Chicago e l’Arco di Trionfo di Donald Trump passa una modalità completamente diversa di organizzare il…
Dalla musica all’arte, dalla memoria alla ricerca interiore: Romina Power presenta il suo nuovo libro alla Feltrinelli di Bologna, in…
Il cinema d’autore e le grandi serie dominano i Golden Globe 2026: tra spille in memoria di Renée Macklin Good…