Dopo un lungo lavoro di restauro dell’edificio ottocentesco su progetto dell’architetto Mario Botta, ha di recente riaperto i battenti al pubblico il Museo Vela di Lingoretto (Canton Ticino, Svizzera).
La storia di questo spazio espositivo, attualmente gestito dall’Ufficio Federale della Cultura, ha inizio nel 1892 quando il pittore Spartaco Vela (1854-1895) dona alla Confederazione Elvetica la residenza del padre Vincenzo (1820-1891), uno dei massimi Maestri della scultura realista e verista dell’Ottocento.
Di lì a pochi anni, nel 1898, Villa Vela sarebbe diventata, a seguito dell’accettazione del lascito, il secondo Museo Federale svizzero, aperto a tutti, dopo il Museo Nazionale di Zurigo. Così facendo Spartaco obbediva alla volontà del padre che già in vita aveva aperto i cancelli della propria abitazione (adibita a dimora residenziale e atelier) al pubblico.
Commissionata nel 1862 a Cipriano Ajmetti, architetto del Duca di Genova, e terminata nel 1865, la Villa, immersa in un ampio e rigoglioso parco, è una delle più importanti case-museo dell’Ottocento e la più significativa sul suolo elvetico. Al suo interno si trovano la gipsoteca di Vincenzo Vela con i modelli originali in gesso di quasi tutte le sue sculture, una serie di bozzetti in terracotta, un ricco corpus di disegni e una sorprendente raccolta di fotografie d’epoca. Non mancano poi nemmeno i quadri del figlio Spartaco e le opere del fratello Lorenzo (1912-1897), dimenticato artista animalier, autore di sculture in marmo e terracotta, nonchè proprietario di una ricca raccolta personale di dipinti ottocenteschi di area lombarda e piemontese.
Complessivamente la collezione propone 4300 pezzi, tra cui vanno annoverati anche mobili antichi, ceramiche e armi, disposti dalla curatrice e direttrice Gianna Mina, secondo le direttive emerse dai numerosi scritti e documenti iconografici lasciatici da Vincenzo Vela.
Nel grande salone centrale, a pianta ottagonale, torna dunque la poderosa statua equestre del Duca di Brunswick. Tutto intorno viene invece ricreato un vero e proprio “pantheon” di uomini illustri della storia risorgimentale, mentre nelle sale attigue trova spazio una selezione delle principali opere di tutti gli esponenti della famiglia, suddivisa secondo nuclei tematici.
A tenere a battesimo il nuovo corso del Museo è la rassegna Bellezze e verità . Le collezioni dell’Ottocento che propone un gruppo consistente di lavori dei fratelli Vela, restaurati negli anni passati e conservate sino ad oggi nei depositi. Si considerano qui argomenti fino ad ora poco trattati, come il ritratto d’infanzia, la scultura di genere o le opere di ispirazione letteraria.
A corredo delle sculture, sono esposti inoltre materiali grafici e fotografici che testimoniano della formazione accademica di Vincenzo nonché della sua attività di Maestro, certificato da numerose fotografie con dedica di opere di allievi, preziose testimonianze del panorama scultoreo italiano coevo, pervaso, come d’altronde tutta l’opera del grande scultore ticinese, dalla fedeltà al dato reale.
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