Categorie: Serie Tv

Manhunt: Unabomber, ovvero, l’obsolescenza ben programmata

di - 6 Novembre 2019

Aspettando il nuovo caso di Manhunt, incentrato su Eric Robert Rudolph, terrorista dell’ultra destra e responsabile per l’attentato alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, alcune considerazioni a mente fredda sulla prima stagione, dedicata a Theodore J. Kaczinsky, alias Unabomber.

Benedetta la psicologia di Manhunt: Unabomber

Tutti conosciamo un po’ di psicologia: benedetto il legislatore che ebbe cura di inserire Sigmund Freud tra le cose che, pure se il programma della maturità non lo si finisce mai, non si possono tralasciare. Mettere a disposizione di tutti qualche definizione in questo ambito copre le buche sul luogo comune dell’inconscio. Questa roba avrebbe guadagnato sempre più spazio, intrecciandosi con la ricerca scientifica: entrambe inseguono stancamente l’obsolescenza (chi di una teoria, chi di un dispositivo) non programmandola e sempre più contenuti audiovisivi indagano la psiche, regressione massima al dramma borghese a portata di serie su Netflix.

Il poliziesco domina, porta a galla quella spinta investigativa con cui ci confrontiamo nel quotidiano, quando ci mettiamo sulle tracce di qualcosa, qualcuno, indaghiamo, ricostruiamo, comunichiamo. E non ci stanchiamo mai. Ed ecco perché continuiamo a cercare questa tensione nelle cose che vediamo. E così arriviamo a Unabomb, caso seriale – in tutti i sensi – decisamente sui generis per radicalità della proposta come evidente nel Manifesto del nostro Theodore J. Kaczinsky, LA SOCIETÀ INDUSTRIALE E IL SUO FUTURO.

Manhunt: Unabomber si interrompe al punto giusto, fa venire l’acquolina per poi dirottare su altro. Nessun seguito per questa serie che, sbarcata su Netflix dopo i lidi televisivi, ci mette in scia con Mindhunter, ci avvicina alla scuola del sospetto. Senza dubitare, nemmeno per un attimo, del processo di accumulazione che ce lo porta a casa, come novella per un giorno.

Articoli recenti

  • Mostre

Al Poldi Pezzoli di Milano l’opera simbolo del Grand Tour incontra la regia di Ferzan Ozpetek

Fino al 4 maggio 2026 la mostra Meraviglie del Grand Tour mette in dialogo i capolavori di Panini con la…

23 Marzo 2026 19:04
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026: oltre 400 eventi tra istituzioni, spazi indipendenti e fiere

Milano Art Week fa dieci anni e torna, dal 13 al 19 aprile 2026, con oltre 400 eventi, tra mostre,…

23 Marzo 2026 18:42
  • Musei

Museo Arte Contemporanea Cavalese: le mostre del 2026, tra partecipazione e territorio

Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta il programma delle mostre e dei progetti del 2026, puntando sull'incontro tra territorio…

23 Marzo 2026 17:56
  • Attualità

Ibrahim Mahama è stato aggredito in Ghana: istituzioni e comunità artistica chiedono chiarezza

L’artista di fama internazionale è stato vittima di un attacco da parte della polizia ghanese. Le istituzioni culturali di Tamale…

23 Marzo 2026 15:04
  • Fiere e manifestazioni

The Collector.Chain Prize: Annalies Damen è la vincitrice del premio di Art Defender

In occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, il riconoscimento conferma la stretta relazione di Art Defender con la…

23 Marzo 2026 13:15
  • Arte contemporanea

Una città in eterno movimento: l’immaginario di Roma per Umberto Vattani

Dall’immaginario contemporaneo di Roma città eterna, alla valenza diplomatica dell'arte: intervista a tutto campo all'Ambasciatore Umberto Vattani, a margine della…

23 Marzo 2026 12:30