Categorie: sicilia

fino al 11.I.2004 | Guttuso – Dal Fronte Nuovo all’Autobiografia 1946/1966 | Bagheria (pa), Villa Cattolica

di - 28 Agosto 2003

Pittore di cose e non di idee” teneva a precisare Renato Guttuso a quanti, a torto o a ragione, gli rimproveravano eccessi di arido ideologismo nella sua opera. Un modo per ribadire la centralità della pittura, l’importanza del mestiere e della materialità del “fare per immagini”. L’impegno civile -e politico anzitutto, senza alcun imbarazzo, e anzi con testarda e rabbiosa convinzione- aveva sollecitato nell’artista l’urgenza di una precisa presa di posizione. L’uomo, la sua sofferenza e la lotta quotidiana contro se stesso e la storia sono sempre stati motivi fondanti della sua ispirazione.
A distanza di anni dall’ultima grande rassegna che Bagheria aveva dedicato ad uno dei suoi figli più illustri, indagandone allora gli esordi fino alla drammatica denuncia del Got mit uns, la mostra a Villa Cattolica prende questa volta in esame il periodo immediatamente successivo nella produzione di Guttuso, dalla costituzione del Fronte Nuovo delle Arti fino alla fine degli anni ’60. E lo fa recuperando un considerevole corpus di opere autografe -oltre trecento, bene sistemate nelle varie dipendenze della settecentesca villa- in un rigoroso continuum filologico che, a partire dal recupero documentale dei testi critici –fra cui alcuni interessanti inediti- del maestro, vogliono giustamente restituirgli spessore e respiro europei. Proprio l’avventura del Fronte Nuovoi testimonia il bisogno di aggregazione e la ricerca solidale di comuni strategie artistiche in un rinnovato dialogo con l’Europa. Differenze di temperamento, tuttavia, fra Guttuso e artisti quali Birolli, Morlotti e Vedova che pure avevano aderito al Fronte, inevitabilmente portarono, nel 1950, al tramonto di questa prima importante occasione di aggiornamento della pittura italiana del secondo dopoguerra. Già il famoso “richiamo all’ordine” di Togliatti, nel 1948, aveva fatto precipitare la situazione, appiattendo il dibattito critico su uno sterile muro contro muro fra astrattisti e realisti. E fra quanti si erano apertamente schierati Guttuso non aveva esitato a prendere partito, diventando lo ‘scomodo’ capofila del fronte realista, rischiando addirittura la tronfia retorica dell’aneddoto di storia (Battaglia di Ponte Ammiraglio), ma mai perdendo di vista l’esercizio colto di una pittura intensamente partecipata.
Il ’56 fu l’anno della svolta: Guttuso esponeva a Venezia La spiaggia. L’opera, in mostra a Bagheria insieme ai molti studi e ad alcuni bozzetti preparatori, fu definita da Longhi “uno dei quadri più ambiziosi ma anche coraggiosamente meditati della pittura moderna dopo La Grande Jatte”: uno slittamento di interessi, ma con al centro sempre la pittura protagonista. Non più la storia, politicamente riletta ed interpretata, ma gli anni del boom economico, di una nuova socialità che si incontra, si conosce e si disperde in nuovi riti comunitari (Boogie Woogie). Sull’onda della memoria, nostalgica e impudente, il ciclo dell’Autobiografia chiude significativamente la rassegna, scoprendo un pittore nuovo, anche lucido teorico, scrittore, caricaturista, scenografo…, capace di “evocare” le più intime realtà interiori della propria visione del mondo e di dichiarare con esse il coraggio della “fiducia dell’uomo nell’uomo”. E l’unica grande scultura di Guttuso, L’Edicola, in mostra per la prima volta dopo quarant’anni nel giardino della villa, testimonia ancora questa ferma volontà di comunicazione. A futura memoria.

davide lacagnina
mostra vista il 19 luglio


Guttuso. Dal Fronte Nuovo all’Autobiografia. 1946/1966
a cura di
Fabio Carapezza Guttuso
Dora Favatella Lo Cascio
Museo d’Arte Contemporanea “Renato Guttuso”
Villa Cattolica
Via Consolare, 9 (SS 113)
90011 Bagheria (PA)
T. + 39 091 94 39 02
F. + 39 091 93 33 15
villacattolica@tiscali.it
www.museoguttuso.it
tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
chiuso lunedì
ingresso 6 euro
visite guidate su prenotazione


[exibart]

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