L’artista tedesca, ormai residente da oltre vent’anni a Catania, a Sant’Agata li Battiati, presenta alla Zisa una selezione della sua più recente produzione, tutta incentrata su due unici colori, il giallo e il nero, e strutturata sui significati alchemici degli elementi e dei numeri.
«Vivendo vicino all’Etna – spiega l’artista – mi viene naturale adoperare materiali legati alla natura, come il fiore di zolfo, ossia lo zolfo purissimo di prima emissione vulcanica, e la sabbia nera. Anche le forme delle sculture sono inconsapevolmente legate al vulcano: solo dopo aver realizzato il grande tronco di cono che si vede all’entrata, ho legato la sua immagine a quella di un cratere bambino, nome dato ai piccoli coni vulcanici».
Accanto ai materiali naturali, Hilde Margani adopera spesso oggetti riciclati, come i filtri di motori automobilistici che costituiscono la superficie delle sculture, fitte di pieghe e morbide al tatto. Con queste ha realizzato delle forme modulari da assemblare o che giocano con la geometria pura. E se una lunga fila di mani gialle e paffute è svelata solo procedendo verso la Grande Vasca, nella piccola sala attigua, una croce commissa (a forma cioè di lettera T), cosparsa di fiore di zolfo, accoglie ossa nere che ne seguono la forma.
«Ho sempre lavorato sul simbolo della croce – aggiunge la Margani – quindi sul significato di morte e vita, che rintraccio anche nello zolfo e nella polvere lavica, elementi al contempo di distruzione e di nuova vita». La mostra, patrocinata dal Goethe Institut di Palermo, con il contributo del Consolato di Germania di Napoli, è visitabile con ingresso libero fino al 18 novembre, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20.
Paola Nicita
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