Luoghi marginali d’estranianti assetti urbani. Periferie poco gradevoli, architetture post-industriali del Sud o del Nord del mondo accomunate, spesso, dal devastante e cattivo uso del cemento e prive di un appropriato assetto urbanistico. Sono i soggetti trattati e completamente filtrati secondo una originale visione nella più recente produzione dell’artista palermitano Andrea Di Marco, che presenta nella galleria e stamperia di Nuvole Incontri d’Arte quindici opere titolate semplicemente “Uscite”.
Il paesaggio marginale e i luoghi dell’indifferenza trattati dal giovane artista siciliano sono materia del proprio bagaglio di memoria e di analisi. Di Marco elabora una nuova prospettiva secondo la propria originale percezione dell’elemento urbano, spesso
Il passaggio dell’artista diventa così a volte sogno drammatico, allucinato e cinico, restituisce sempre una nuova identità all’esperienza che l’impatto con quei luoghi ha creato.
La ricerca cromatica di Andrea si avvale allora d’effetti metallici grazie all’abile gioco di trasparenze effettuato negli intensi e raffinati oli giallo-seppia realizzati su supporti cartacei. Nei dipinti l’abile stesura del colore, le tonalità utilizzate e il sapiente impianto, crea nuove iconografie interiori. Il montaggio, la selezione, effettuati da Di Marco, permette una ripresa dove egli impone i suoi contrasti, le sue luci, le sue prospettive, il suo controllo del reale. La simulazione, il feticismo dell’oggetto, o del luogo perduto, la negazione stessa dell’oggetto rappresentato, l’annullamento del riferimento restituisce quel senso di vertigine che gli scenari scelti avevano prodotto. Il raddoppiamento del frequentato diventa quasi cool nelle tele e più hot e allucinata nelle carte ma quasi sempre perfida e disincantata visione.
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