E’ proprio il caso di rammentare -come ci invita a fare Luca Vitone con la sua ‘Memorabilia’– che Palermo agli inizi degli anni Sessanta fu un centro di grande vitalità culturale per la letteratura, la poesia, la musica contemporanea e il teatro sperimentale. Ci furono delle stagioni felicissime in cui ospiti fissi delle riunioni nelle librerie e nei teatri della città erano gli intellettuali che più hanno poi contato nella cultura italiana, e non solo, degli ultimi decenni, come Edoardo Sanguineti, Gillo Dorfles, Renato Barilli, Elio Pagliarani, Umberto Eco, Alberto Moravia, Karlheinz Stockausen. Elemento catalizzatore di quel fervore creativo fu senz’altro la fondazione del Gruppo 63, movimento di punta delle neoavanguardie degli anni Sessanta, che qui decise di organizzarsi e di prendere forma. Nelle intenzioni iniziali del movimento, questo atto fondativo sarebbe dovuto essere un cenacolo anonimo di intellettuali che discutono in un posto lontano dalle rotte di quell’accademismo misoneista che si voleva combattere. Addirittura la scelta della sede del dibattito cadde su un albergo fuori mano, a Santa Flavia, nella periferia palermitana. La città invece rispose calorosamente, senza dubbio al di là di ogni aspettativa. La stampa seguiva con interesse spasmodico le discussioni e gli eventi culturali che mano a mano presero il via. Il libro d’artista che accompagna la mostra di Luca Vitone si compone per la gran parte di ritagli di giornale dell’epoca. Ne esce un quadro affascinante fatto di mondanità e di sperimentalismo su cui vale la pena proprio di soffermare il ricordo. Nel ‘magico’ locale di Micromuseum, che pur nella sua esiguità spaziale riesce sempre a stupire per la capacità di rinnovarsi e per la qualità dell’allestimento, alcune piccole foto dei posti “topici” di Palermo. La gelateria da Ilardo. Un
Visions 2. All’Acanto Blu, raffinato locale appena di fronte a Micromuseum, continua la rassegna Visions che nasce dalla collaborazione tra Paolo Falcone e Valentina Moncada, nota gallerista romana. In mostra alcuni nomi tra i più importanti della fotografia contemporanea. Nobuyoshi Araki (foto in alto), Nam Goldin, Thomas Ruff, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto . Pezzi di grande bellezza ed intensità in una cornice forse inconsueta ma non priva di notevole fascino.
ugo giuliani
articoli correlati
Visioni Visions, I primi dieci anni della galleria di Valentina Moncada
Shobha – Gli angeli della Medina
Fino al 20 aprile, in collaborazione con l’archivio Vincenzo Agnetti e con testi in catalogo di Andrea Bellini, la galleria…
Le Cisternerne, suggestivo spazio espositivo ricavato nelle antiche cisterne dell'acqua di Copenaghen, ospiteranno una versione installativa delle Seven Deaths di…
La Fondazione Elpis, fondata da Marina Nissim nel 2020, ridefinisce il proprio assetto mettendo al centro il rapporto tra pratica…
Oltre 4mila film senza abbonamento né registrazione: la nuova piattaforma WikiFlix aggrega titoli di pubblico dominio e li rende accessibili…
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano, finalmente riunito, uno dei cicli meno visti della pittura veneziana del Cinquecento: quello delle…
Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi…