Categorie: sicilia

Fino al 28.IV.2002 | Mauro D’Agati – Due storie estive di Palermo senza Mafia | Palermo, Cantieri culturali alla Zisa

di - 10 Aprile 2002

La gita fuori porta, in spiaggia con la famiglia al completo, oppure la sfrenata partecipazione ai concerti di musica partenopea nelle torride serate cittadine. Questi i soggetti della mostra delle fotografie in bianco e nero di Mauro D’Agati, intitolata “Due storie estive di Palermo senza Mafia”, che sarà visitabile fino al 28 aprile nella Galleria Bianca dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. D’Agati, ormai affermato nel campo del reportage fotografico sulle realtà “degradate” pare questa volta voler strizzare l’occhio all’osservatore mostrando la natura grottescamente poetica di certe “dimenticanze” sulla Mafia. La prima “storia”, dedicata alla spiaggia dell’agglomerato industriale di Termini Imerese, descrive la tipica domenica di tante famiglie proletarie palermitane. Sullo sfondo una zona di stabilimenti giganteschi costruiti e mai utilizzati che deturpano la costa giungendo fino alla battigia. Una natura violentata e un sogno di industrializzazione tradito che esercita su questi “eroi di periferia” un fascino misterioso. In questo luogo un po’ lontano dalla città e difficile da raggiungere, arrivano la Domenica mattina presto sperando di accaparrarsi il posto migliore, come un certo viadotto, o una certa piattaforma di cemento su cui è piacevole preparare le grigliate di carne. Le vettovaglie vengono calate con delle funi fino in spiaggia. I fortunati che se lo possono permettere resteranno in questo luogo “incantevole” alcuni giorni. La balneazione è interdetta a causa dell’inquinamento ma anche per il pericolo di essere risucchiati per sempre dalle enormi condotte industriali che pescano a mare. Ma i cartelli che avvertono del pericolo sono utilizzati semplicemente quale supporto per i sacchetti di plastica e per far seccare gli asciugamani dopo il bagno. La “seconda storia estiva” riguarda i fans della melodia napoletana che sono numerosissimi in molti quartieri popolari della città. Pochi sanno che Nino D’Angelo è stato lanciato nelle borgate siciliane e che Gigi D’Alessio prima di diventare famoso era acclamato ospite a Natale al carcere Pagliarelli. La Kalsa, Ballarò, Via Montalbo, Il Capo, Via Re Federico, il C.e.p., viale Michelangelo, la Vucciria, Vergine Maria, sono così le roccaforti di un entusiasmo per la canzone popolare napoletana del tutto impermeabile alle mode. Si applaude il cantante venuto da Napoli, ci si accalora, ci si sbraccia, con le magliette appiccicate per il sudore, sotto i palchi di fortuna delle feste di quartiere. Alcuni si portano la sedia di legno da casa, mentre altri salgono sul tettuccio di automobili e camionicini. Qui nascono talenti locali per i quali -si stenta a crederlo- c’è una venerazione che rasenta il divismo. E accanto al cantante e al comitato di quartiere, che si fa sempre in quattro per riuscire a mettere insieme i soldi per la serata, l’immancabile e ossequiata figura dell’organizzatore, anche lui un tassello insostituibile di questo quadro unico e pittoresco. C’è ad esempio Zia Concetta che è riuscita a portare da Napoli cantanti del calibro di Mario Merola e Mauro Nardi, Carmelo Zappulla e Gianni Fiorellino (lo abbiamo visto quest’anno a Sanremo), e c’è pure “Enzo” il promotore di ogni spettacolo memorabile nel quartiere. Nella vita è anche impresario di pompe funebri e impresario cinematografico delle comparse. Delle male lingue con accuse infamanti lo hanno ridotto agli arresti domiciliari e così muove i fili dello spettacolo dal balcone di casa e chiunque sale sul palco lo ringrazia sentitamente tra gli applausi della folla.

Ugo Giuliani


Palermo, Mauro D’Agati, Due storie estive di Palermo senza Mafia, Cantieri Culturali alla Zisa, Galleria Bianca, Via Paolo Gili. Orari 10-13/ 15-20. Ingresso libero, catalogo in vendita.
Fino al 28.IV.2002


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