Un omone dalla presenza tanto inquietante quanto divertente, un po’ come le sua arte, capace di cogliere la verità ma anche l’ironia dell’esistere. Opere in cui si mescolano comicità e profondità d’analisi.
Il titolo rinvia a una sorta di progetto artistico, cominciato alla fine degli anni Sessanta e sviluppatosi attraverso una serie di mostre (Arte per una vita migliore, Placebo e surrogati), in cui Lüthi rinvia essenzialmente alla problematica del “benessere”, aspetto fondamentale dell’attuale sensibilità di massa. Intorno a questo concetto, elemento chiave di movimenti come la New Age, Urs Lüthi ha realizzato una vera e propria investigazione che lo ha portato a riprendere con ironia i luoghi del divertimento e del tempo libero.
Nella sua prima personale catanese, presenta un ciclo di opere che si rifanno in generale all’immagine dell’artista e alla propria vicenda autobiografica.
Art is the better life, comprende cinque stampe digitali di grande formato (cm 200×160) dal titolo Trash and Roses, dove immagini di rose e di spazzatura si sovrappongono con un evidente richiamo al mondo delle patinate immagini contemporanee, della pubblicità. Ma è anche un gioco di memoria, volendo con queste ricordare la sua storia personale. Nel 1974, infatti, l’artista presentò a Milano una performance intitolata Mille rose rosse, in cui su un pavimento ricoperto di spazzatura veniva fatta cadere una pioggia di petali di rosa.
Presenti, inoltre, una pittura murale gialla su cui campeggia, alla maniera di uno slogan, il titolo della mostra e un’installazione di nove monitor che proiettano scene di vita quotidiana interpretate da lui stesso.
Il senso di quest’ultima si sviluppa a partire dall’idea di massa della vita d’artista. Lüthi costruisce una sorta di proiezione a circuito chiuso, un grande occhio, attraverso il quale è possibile spiare le sue azioni d’ogni giorno; di nuovo quindi una vita reale e non idealizzata.
Il sorriso è l’argomento convincente con il quale Lüthi riesce a strapparci considerazioni amare sul senso, o meglio sul nonsenso, di molti nostri gesti quotidiani.
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Ilenia Suma
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