Categorie: sicilia

fino al 30.XI.2005 | Gioppè Di Bella | Palermo, Arkadhia Arte Contemporanea

di - 24 Novembre 2005

Appartiene a una generazione di uomini dalle vedute mobili Gioppè Di Bella. Trapanese classe 1945, alla fine degli anni ’60 lascia la Sicilia per Milano. Abbandona le strutture di una visibilità acquisita -nella figurazione e nella tradizione- per lanciarsi nel centro delle elaborazioni culturali allora più innovativo, luogo principe delle trasformazioni, epicentro della nuova cultura industriale e tecnologica. Dal 1967 la sua vicenda artistica e formativa fa dunque capo ad una tra le più singolari stagioni dell’arte italiana e della ricerca estetica internazionale: l’arte programmata. Corrente che arricchì di contributi il dibattito sul ruolo delle immagini in un mondo definibile, già allora, solo attraverso i paradigmi della scienza e della tecnica. Quell’epistemologia della visione che riconosce all’opera d’arte, già eminentemente aperta e sezionata alla luce di nuovi paradigmi, lo statuto di macchina ottica attualissima. Modello insostituibile di percezione estetico-critica della realtà presente e delle sue ultramoderne produzioni seriali.
La selezione di opere in mostra –una cinquantina in tutto– abbraccia l’intero percorso artistico di Di Bella e ne offre per la prima volta una panoramica apprezzabilmente ricca -forse anche troppo congestionata- che spazia dalle strutturazioni ipnotiche dei pattern rimbalzanti e squisitamente optical degli anni ’70 alle coraggiose prove di effrazione e ristrutturazione della tela. Dalle geometrie in rilievo sulle tele monocrome estroflesse degli anni ’90 –che tornano a confrontarsi direttamente con la serialità delle superfici di Enrico Castellani– alle più recenti costruzioni neoplastiche su due e tre dimensioni.
Salvo sintomatiche eccezioni, come nei piani riflettenti dei minimali plexiglas degli anni ’90, in mostra la tela si conferma medium prioritario rispetto agli altri. E la scelta di fenderla e usarne ogni anfratto produce esiti notevoli, che valicano anche le implicazioni di derivazione meramente informale. Vera e propria superficie ottico-dinamica, la tela muta così, agli occhi degli spettatori, in un sorprendente oggetto in movimento. Diviene il luogo di progressive definizioni spazio-temporali, sul cui crinale fughe sfondate si dipanano come snodi di un’ottica precipitosa, segnando trame grafiche irradianti o sinusoidali.
Vita interiore, Le due verità e il grande Senza titolo del 1988 sono, in tal senso, opere assai convincenti, di fattura raffinata, in cui la predilezione per le geometrie esatte e speculari, il contrasto delle tinte e la torsione armonica delle fettucce parallele in cui è meticolosamente ristrutturata la tela si fondono nelle metamorfosi circolari di forme che si contraggono e dischiudono. A intervalli di frequenza scalari, nell’escursione progressiva dello sguardo di chi le scruta.
Solo nell’infinita variazione di sé l’opera di Di Bella presenta il proprio veritiero aspetto. Pone in evidenza il proprio carattere aleatorio ed esce dall’uniformità dello spazio –la realtà tutta– che la circonda.

articoli correlati
A colpo d’occhio_Optical art
Lucio Fontana e la sua eredità

vincenzo ferraro
mostra visitata il 16 novembre 2005


Armonie. Esercizio di stile – Gioppè Di Bella, a cura di Francesco Gallo; Palermo, Arkadhia Arte Contemporanea, via Dante 17 (centro, teatro Politeama); orario: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00; ingresso gratuito; info: telefax +39 091 515014, galleriabruno@virgilio.it; www.galleriarcadia.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Tra sogno e magia, da Dalí a Ontani: il Surrealismo in mostra a Mondovì

Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi…

12 Febbraio 2026 12:40
  • Arte contemporanea

Come dare luce a un’opera impossibile: Antonello Ghezzi al Museo Lercaro

Al Museo Lercaro di Bologna, il duo Antonello Ghezzi racconta la nascita di un’opera impossibile: dal fallimento di un progetto…

12 Febbraio 2026 11:30
  • Mercato

Louis Fratino entra nella scuderia di David Zwirner

Il pittore newyorkese si unisce alla mega-galleria di Zwirner, presto lo vedremo in fiera a Frieze Los Angeles e in…

12 Febbraio 2026 11:24
  • Mostre

Al SAC di Livorno, la pittura come processo: quattro artisti a confronto

Al SAC - Spazio Arte Contemporanea di Livorno, il primo capitolo di una serie espositiva pensata come laboratorio aperto sulla…

12 Febbraio 2026 10:30
  • Architettura

Biennale Architettura 2027: aperto il bando per il curatore del Padiglione Italia

La Direzione Generale Creatività Contemporanea ha pubblicato l'avviso pubblico per la selezione dell'incarico di curatore del Padiglione Italia alla Biennale…

12 Febbraio 2026 9:11
  • Mostre

A Venezia, le fotografie di Man Ray ci riportano alla Biennale del 1976

A cinquant’anni dalla Biennale Arte 1976, la Biennale di Venezia ripercorre il progetto di Janus dedicato a Man Ray, trasformando…

12 Febbraio 2026 0:02