Da tempo Antonio Presti, presidente dell’Associazione Fiumara d’Arte, in forza della sua ormai celebre professione di fede nella Bellezza, s’è impegnato a condurre un’opera di bonifica culturale e materiale sui territori metropolitani degradati di Catania e Palermo, con il desiderio di portare a nuova vita la avvilita banlieue catanese di Librino e il greto del fiume Oreto, violato da decenni d’incuria palermitana.
Per il 2006 Presti ricomincia la sua campagna proprio da Palermo. A otto mesi dal protocollo d’intesa firmato dai Comuni di Altofonte e Monreale, i quali hanno già offerto studi di fattibilità circa il progetto del parco d’arte che riqualificherà l’intero corso dell’Oreto, ma ancora in attesa di una risposta altrettanto positiva anche da parte dell’amministrazione palermitana, Fiumara si rivolge comunque all’istituzione pubblica. Per siglare un patto d’intesa dialettico tra la propria privata iniziativa e il consenso pubblico, sceglie infatti la scuola: l’istituzione chiamata per prima a rendere fertile una società.
Attraverso il progetto autofinanziato Grand Tour della Poesia. La Parola della devozione alla Bellezza e la manifestazione Una poesia per l’Oreto, mese dopo mese, in 73 scuole di Palermo e provincia di ogni ordine e grado, le voci più autorevoli della poesia contemporanea italiana –da Sanguineti a Rondoni a Orengo– ed internazionale offriranno al fiume la loro parola non inquinata.
Mentre le rime scritte dagli alunni coinvolti in un concorso poesia, che si concluderà in maggio, “cammineranno”, di mano in mano, su petali di fiori di carta, prima di essere raccolte in una antologia accanto a versi originali composti dai grandi poeti invitati ad animare il Tour.
A Palermo come a Catania –dove il viaggio della parola poetica confluirà nella campagna etica per Librino Il pane non si butta– oltre che nelle scuole i poeti si fermeranno anche nelle aule magne delle università e delle accademie e siederanno alle tavole e nei salotti siciliani, per costruire un dibattito culturale e nutrire aspettative civiche e prospettive di cambiamento.
“Il valore della semina è la semina stessa –spiega Presti, sottolineando il senso non solo simbolico della costruzione di un paesaggio etico e materiale attorno all’Oreto– perché i risultati si coglieranno nel suo divenire. Bisogna ripartire da zero e ricominciare a parlare di valore e di impegno coinvolgendo attivamente i bambini. Parallelamente alla rinascita dell’Oreto crescerà una generazione di ragazzi che avrà seguito passo passo tutte le fasi dell’impegno per il fiume, e che quindi lo sentirà ‘suo’. Continueremo fino a quando non verrà realizzato il museo a cielo aperto, fino a quando non avremo cambiato il fiume, e anche oltre”.
Fino a che l’Oreto non sposerà la Bellezza, sarà dunque la poesia a drenare un sentimento della cittadinanza da ritrovare; sarà la poesia a suggerire un’altra idea di rappresentazione della città ai suoi abitanti. La poesia, insomma, come l’arte pubblica. La poesia prima dell’arte pubblica.
vincenzo ferraro
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