– Com’è possibile che il museo, e soprattutto il curatore, non sapessero a che tipo di progetto stessero lavorando gli artisti? Non dovrebbe essere normale avere il controllo e la cura del progetto da parte dell’Istituzione?
Il progetto presentato citava testualmente “il video si basa su un rapporto romantico tra una modella e la scultura”. Come pensare che quel rapporto romantico, che ha alimentato la più diffusa letteratura e il mito popolare del Guidarello, potesse essere stravolta in quel modo? Per quanto non fossero sconosciute le provocazioni di Alterazioni Video, nulla di quanto detto al Mar, dal gruppo e dalla curatrice, avrebbe potuto far sorgere il sospetto di un video come quello realizzato, quand’anche si trattasse di una postproduzione, come sostenuto dagli autori.
– Il MAR non parla di censura, ma di fatto l’opera non è stata esposta. Qual è il motivo che vi ha portati a questa scelta? Parlavate della necessità di “tutelare” la figura del Guidarello. In che senso?
La scultura di Tullio Lombardo era stata restaurata e ripulita da rossetti, ciprie, fard, fondo tinta e creme varie lasciate per un secolo dalle circa 5 milioni di fanciulle che l’avevano baciata e accarezzata. Ne abbiamo tratto un libro di taglio scientifico e un convegno di specialisti di cui sono in via di pubblicazione gli atti. E’ anche per questo – nonché per spostare l’attenzione da un facile mito letterario decadente, accompagnato da una copiosa aneddotica -, che avevo proibito una fruizione impropria (baci, toccamenti, etc.) dell’opera. Magari fugando anche qualche residuo dubbio attributivo: Federico Zeri, prendendo un vistoso abbaglio, l’aveva dichiarata addirittura un falso ottocentesco. La tutela del Guidarello ritengo debba fondarsi sulla sua realtà di documento scultoreo del classicismo della bottega dei Lombardo. Per questo, se un video poteva prestarsi bene alla messa in discussione dell’immagine più banalmente romantica del cavaliere ravennate, quello di Alterazioni Video la riproponeva in versione contemporanea attraverso un viraggio hard. E comunque, mettere in rete le immagini prima di averle mostrate alla curatrice e al direttore del museo, oltre che una scorrettezza assai poco professionale è una furbata che dimostra la malizia degli autori.
– Che intenzioni avete rispetto al video? Avete davvero fatto firmare agli artisti un’impegnativa di non pubblicazione dell’opera?
Da Alterazioni Video ho avuto la garanzia che il video non sarà pubblicato se non dopo avere ottenuto l’assenso del Museo. Anche il rispetto dell’accordo darà la misura della serietà e professionalità degli autori. Diversamente, è facile immaginare come il Museo potrà agire nelle sedi appropriate.
P.S. Non ho avuto alcun invito per una seduta (?) con un medium, e del resto non ne sarei per nulla attratto.
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ho trovato questo testo di Quaranta molto interessante riguardo all'operazione di Alterazioni Video
Sicuramente interessante anche per essere stato realizzato a tavolino questo progetto volutamente e fintamente dissacrante !
Testi critici che spuntano come funghi ed articoli .... si facevano negli anni ' 70 queste allegre trovare !
VIVA LA FINZIONE .
CERTO CHE é intereSSANTE FA PARTE DEL PIANO facciomo parlare della mostra .... TUTTI SALTANO SUL TRENO - dai che facciamo parlare !!!!!!!!!!!!!!!!!!!