All’Arsenale Nord di Venezia, presso la Tesa 94, in concomitanza con la 58ma Biennale d’Arte, è esposta la mostra “In Dante Veritas”, l’inferno contemporaneo rappresentato dalle opere dell’artista russo Vasily Klyukin, con il patrocinio dello State Russian Museum di San Pietroburgo e del Comune di Venezia. Il titolo della mostra anticipa l’atmosfera che attende lo spettatore; non una semplice rivisitazione della grandiosa opera letteraria di Dante Alighieri, la Divina Commedia, ma la restituzione dei suoi cerchi infernali in chiave attuale.
Luogo delle anime destinate all’eterna dannazione, l’inferno viene interpretato da Klyukin attraverso più di cento elementi multimediali che fanno da sfondo alle trentadue grandi sculture in acciaio, nient’altro che previsioni dell’inferno a cui l’uomo andrà incontro, se non si ravvede in tempo. I protagonisti sono, infatti, i vizi e i peccati umani che fanno seguito ai quattro Cavalieri dell’Apocalisse contemporanei: Disinformazione, Sovrappopolazione, Sfruttamento incontrollato delle risorse e Inquinamento ambientale.
Per il completo coinvolgimento dello spettatore nel viaggio individuale all’interno dell’inferno contemporaneo, l’artista ha ideato un’audio-guida gratuita in cui la sua narrazione, sia in prosa che sotto forma di testo poetico, aiuta a capire il messaggio di ogni scultura.
Lo scopo dell’artista e della curatrice Paola Gribaudo, è quello di esortare alla riflessione che possa condurre ogni persona a un cambiamento verso una più consapevole responsabilità. La mostra si presenta, quindi, come un’esperienza multisensoriale tra le sculture, definite dallo stesso artista Live Sculptures – grazie alla tecnica a incastro che le permette di essere allo stesso tempo dinamiche e stabili – le quali sono incentrate sul concetto di peccato, come dimostra l’ultima sala dedicata al tradimento, dove il pubblico è invitato a scrivere iniziali o nomi di chi si ritiene essere stato un traditore. (Ilaria Zampieri)