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A Lambrate c’è il mare. Nel quartiere milanese, una nuova architettura effimera di Daniel González

di - 17 Settembre 2017
E se a Lambrate ci fosse il mare? Vero che ormai è bassa stagione ma questa potrebbe essere l’occasione buona e non per la stravaganza di qualche impresa edile, perché stiamo parlando di qualcosa di più fugace, vicino all’immaginazione, materia della quale è composta Imaginary country, l’architettura effimera di Daniel González che sarà presentata martedì, 19 settembre, patrocinata dal Municipio 3 del Comune di Milano e sponsorizzata da Logotel, Marsèlleria Permanent Exhibition ed ExBazzi.
L’artista argentino ha già realizzato opere incentrate sul senso della temporaneità, da Chili Moon Town Tour, una città utopica galleggiante a Città del Messico, a Homeless Rocket with Chandeliers, ancora a Lambrate, una gru di 35 metri di altezza che, al termine delle ore lavorative, si trasformava in opera d’arte, con spettacolo di sirene, fumo e luci. Invece, nel 2015, ricoprì lo spazio esterno di Marsèlleria con cartone tagliato a mano, ispirandosi ai libri pop up per bambini.
Per il suo nuovo intervento a Lambrate, González giocherà sul potere rappresentativo delle parole, con etichettature virtuali apposte su porzioni di paesaggio urbano, tra le vie Ventura, Flaminio, Conte Rosso, Oslavia e viale delle Rimembranze, per far aprire, improvvisamente, una piazza, oppure per innalzare un grattacielo e ci sarà spazio anche per il mare. Non dimenticate di immaginare il costume.

In home: Daniel González, Homeless Rocket with Chandeliers, 2007, Lambrate, ph Andrea Martiradonna
In alto: Daniel González, Pop-Up Building Milan, 2015, ph Carola Merello

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