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A Pereto il tempo è gentile. Saverio Verini racconta la seconda edizione di Straperetana

di - 2 Luglio 2018
«Un luogo fuori dal tempo arroccato e solitario quasi non curante di ciò che accade al di fuori. Si erge sulla montagna, in posizione predominante rispetto alla valle. A Pereto sembra che il tempo, il tempo presente, si manifesti a fasi alterne». Così parla di Pereto il curatore Saverio Verini, che si appresta a inaugurare la seconda edizione di Straperetana, un progetto ideato da Paola Capata e Delfo Durante, che quest’anno animerà il Comune in provincia dell’Aquila dal 7 luglio al 5 agosto.
«Dopo la prima edizione abbiamo deciso di coinvolgere artisti con una carriera più consolidata associandoli sempre a nuovi soggetti, come ad esempio tre ragazzi che provengono dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, creando così un rapporto sempre più stretto con il territorio. Tra alcuni nomi ricordiamo: Matteo Fato, Elisabetta Benassi, Francesco Arena, Flavio Favelli, Alfredo Pirri, José Angelino, Lupo Borgonovo, Sissi. Insieme a loro artisti “più giovani” come Michela de Mattei, Corinna Gosmaro, Nicola Samorì, Valerio Nicolai, Roberto Fassone, Thomas Braida, Francesco Alberico, Lorenzo Kamerlengo e Simone Camerlengo».
«Quest’anno abbiamo deciso di fare una selezione di opere fatte a monte, differentemente dallo scorso anno in cui l’evento era costellato da opere site-specific. Le opere saranno scelte sia in base al contesto che in base al tema, anche se più che tema parlerei di traccia. Non vedo Straperetana come un limite, anzi, ecco perché dal punto di vista curatoriale non mi interessa una coerenza di tipo formale o stilistico, a me interessa la grande varietà degli interventi. Dall’installazione, alla performance, al video. Interventi all’aperto e al chiuso, disseminati per l’intero borgo. Mi piace vedere che in un luogo così apparentemente distante dalle manifestazioni della contemporaneità possono arrivare opere molto diverse tra loro».
I locali hanno risposto positivamente, facendosi coinvolgere dagli artisti, «Mi piace vedere l’interazione con le persone del posto che, incuriositi, vanno a vedere l’installazione nei pressi della loro abitazione, oppure quella che si trova alla vecchia casa del parroco (uno dei posti che sarà interessato proprio da Straperetana), dove magari non entravano da vent’anni».
Così, i differenti linguaggi dell’arte contemporanea si armonizzano con queste piccole realtà che arricchiscono l’Italia intera, senza soffocarle ma dando loro ampio respiro. Una bella iniziativa che porta a scoprire luoghi di cui non conoscevamo l’esistenza, dove l’arte si esprime con libertà e gentilezza. (Valentina Muzi)
In home: Josè Angelino, Siderare, 2015
In alto: Francesco Arena, Marble between 80 years, 2018. Courtesy Galleria Raffaella Cortese, Milano

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