Nella sala conferenze del Ministero dei Beni Culturali il regista, per l’ottavo anno consecutivo, Giorgio Ferrara presenta il ricco ed entusiasmante programma del 58esimo Festival dei due mondi di Spoleto.
La sala è gremita, compreso di Ministro Franceschini, e ospiti d’eccezione (il presidente onorario Carla Fendi, Paolo Mieli, Lucrezia Lante della Rovere, Adriana Asti) tutti protagonisti della conferenza per una delle eccellenze artistiche italiane riconosciute a livello nazionale e internazionale.
Più di 15 giorni di grande spettacolo, dal 26 giugno: opere, concerti, balletti, pièce teatrali, ma anche rassegne cinematografiche, laboratori, convegni, incontri, premi, concorsi, eventi speciali, con uno sguardo attento all’arte contemporanea.
È all’insegna della valorizzazione del progetto che vuole ancora una volta «unificare l’impegno pubblico e privato» sostiene il ministro, che si risponde con una politica di abbattimento dei costi pur tuttavia premiando le étoiles della cultura italiana insieme a star mondiali.
In vendita 5mila biglietti a un euro, per gli altri ticket si è passati da 200/250 euro a un biglietto minimo di 10 fino a un massimo di 70. Ma il resto non cambia e allora il maestoso paesaggio umbro accoglie accanto alla prima ballerina Eleonora Abbagnato, attori come Alessio Boni e scrittori come Sandro Veronesi (in veste teatrale), l’omaggio immancabile a Luca Ronconi (la cui fama nasce proprio qui a Spoleto con l’Orlando Furioso) e a Pier Paolo Pasolini. Ma ci sono anche grandi personaggi stranieri come Karima Skalli (cantante marocchina) con l’esecuzione musicale di tre Burda al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, oltre che l’installazione a cura della Fondazione Fendi che mette in piedi il progetto sognato da Luchino Visconti della Recherche di Proust nonché un tentativo di contrastare il razzismo crescente con un drammatico plastico di Kamp del campo di Auschwitz (10/12 luglio, nella foto sopra).
E non poteva mancare l’arte. Sono sei le mostre che arricchiscono il programma di giugno-luglio, e le più interessanti si annunciano una esposizione dedicata all’artista spoletino Leoncillo (foto di copertina) nel centenario della sua nascita, gli strambi “Sconfinamenti#3” di ABO, le aperture di Gianluca Marziani a Palazzo Collicola e una mostra di 48 gessi provenienti dalla collezione di Fernando Botero (logo del Festival).
Eventi collaterali previsti oltre alla “Spoleto segreta e sotterranea” che aprono la visione della città con gli angoli più nascosti, anche la casa di reclusione di Maiano che presenta un lavoro, “Miracolo a Maiano” di e con i detenuti, sul doloroso universo del carcere.
A condire lo scenario internazionale del borgo le sonate di Schubert e Brahms (12 luglio), concerti di mezzogiorno e serali (Beethoven), Bacalov (29 giugno), gli incontri a cura di Paolo Mieli, le pièce di Brecht, apporti culturali dall’altra parte del mondo, da Beirut e dalla Russia di Nureev, conversazioni e visite guidate che si rinnovano confermando di Spoleto il suo carattere originale e di grande richiamo cosmopolita.
Un “appuntamento antico –dunque- che si ripete mai eguale se non nell’amore per il bello” (definizione di Ferrara) non poteva che iniziare con Mozart e Così fan tutte. E allora via, a Spoleto, dove arte e musica si mescolano insieme alla bellezza del territorio. (Anna de Fazio Siciliano)